Può sembrare un argomento minoritario, specie in questi giorni di allestimenti di presepi e canti natalizi. Una crociata ideologica inutile della solita mangiapreti anticlericale di turno (che non sono), che vuole distruggere le nostre belle tradizioni e si occupa di cose che non fanno male a nessuno invece che dei problemi reali. Invece no.

Qualche giorno fa ero in macchina, era domenica mattina e ho acceso la Radio. A differenza della televisione, che non vedo da anni, se non qualche volta in streaming, ogni tanto mi capita di sentire programmi radiofonici. Ho fatto un balzo sul sedile: stavano trasmettendo la Messa in diretta. Sulla radio come, allo stesso modo, su Rai Uno (lo fanno da anni, lo so). Ho avuto una sensazione di enorme disagio, e mi sono chiesta come fosse possibile che un servizio pubblico, pagato da tutti, potesse trasmettere in diretta una celebrazione di una religione specifica, sia pure maggioritaria. Può un servizio pubblico essere apertamente confessionale? Mi pare che la risposta sia no. E le motivazioni sono tante, come proverò ad evidenziare rispondendo ad ipotetiche accuse che mi sono state rivolte sia di persona che sui social media.

1. La Rai fa trasmissioni trash, orrende. Meglio dunque la Messa che l’Isola dei Famosi. Questa è chiaramente un’argomentazione che non regge. Che la Rai faccia trasmissioni trash è sicuro, ma questo non giustifica che il servizio pubblico sia confessionale. Non ci dovrebbe essere né L’Isola dei famosi né la Messa.

2. È come per lo sport: agli italiani piace il calcio, perciò si trasmette soprattutto il calcio. Il paragone regge e non regge. Non regge, perché la religione è cosa più seria dello sport, e la violazione del pluralismo religioso è ben più grave di quello sportivo. Regge, ma ancora una volta non giustifica la Messa in tv, anzi è un argomento contro. Infatti io ritengo la trasmissione del calcio a tutte le ore una palese violazione del pluralismo sportivo, qualcosa di gravissimo che ci viene imposto, come se tutta la popolazione italiana amasse il calcio. E gli altri sport? Perché non si dà loro spazio? Forse cominceremmo ad amarli e praticarli, se solo potessimo conoscerli. Imporci il calcio in maniera massiccia per me è una violenza di cui nessuno parla.

3. La maggioranza degli italiani è cattolica, quindi è giusto trasmettere la Messa. Che la maggioranza degli italiani sia cattolica praticante andrebbe dimostrato, invece che essere assunto come luogo comune. Comunque di nuovo, questa non un’obiezione. Il servizio pubblico deve rappresentare tutti, non solo una parte della popolazione. E soprattutto non può essere un servizio pubblico confessionale e di una sola religione, per di più. E gli ebrei? I buddisti? Gli islamici? Perché loro no?

Messa sulla Rai, dieci ragioni per dire basta

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