Matteo Renzi condanna “senza se e senza ma”. Matteo Salvini dice che “il problema dell’Italia è Renzi e non i presunti fascisti“. A 24 ore dal blitz di stampo squadrista messo a segno a Como dagli Skinhead veneti, i leader di Partito Democratico e Lega fanno sentire la propria voce. Il primo lo fa dopo aver lasciato trascorrere un’intera giornata senza prendere posizione. Il secondo rettifica le parole di parziale condanna pronunciate a caldo e affianca le teste rasate sul tema a lui caro dell'”invasione dei migranti“, strizzando l’occhio al loro bacino elettorale. Il tutto nel completo silenzio del centrodestra.

“Il Pd è in prima fila a dire che è uno scandalo e una vergogna, ma mi piacerebbe lo fossero tutte le forze politiche”, ha detto il segretario dem in occasione della tappa ad Asti del suo tour Destinazione Italia. “Su questi temi non devono esserci divisioni”, ha aggiunto dicendosi “preoccupato per alcune considerazioni fatte in queste ore. C’è un atteggiamento quasi timido nel condannare gesti come questi che invece vanno condannati da tutte le parti politiche. “Vedo stamattina dichiarazioni stravaganti, anche su trasmissioni televisive, su questi temi – ha sottolineato ancora l’ex premier – non soltanto il Pd condanna con fermezza, ma chiede a tutte le forze politiche di essere unanimi nel condannare ogni tipo di violenza di impianto fascistoide“. Successivamente, Renzi è tornato sulla vicenda twittando che “qualsiasi gesto di violenza va condannato senza se e senza ma“. “Intimidazioni e provocazioni di segno fascistoide vanno respinti non solo dalla sinistra ma da tutta la comunità politica nazionale, senza eccezione alcuna. Su questi temi – ha concluso – non si scherza“.

“Il problema dell’Italia è solo Renzi, non i presunti fascisti – il commento del segretario della Lega – lui si occupa di fake news e del ritorno del fascismo che non esiste“. “Certo che entrare in casa di altri non invitati non è elegante, ma il tema dell’invasione dei migranti sottolineato dagli skinheads è evidente”, conclude il leader della Lega che ieri aveva detto: “Hanno sbagliato, non si entra in casa d’altri senza permesso, non è questo il modo di risolvere il problema dell’immigrazione che finora è stato affrontato con politiche sbagliate”. Parole non certo di condanna, ma che quantomeno esprimevano disapprovazione per l’irruzione. Ventiquattro ore più tardi – ovvero 24 ore in meno dalle politiche di marzo – la parziale retromarcia e la rettifica dei toni.

Una condanna condita da distinguo arriva anche da Giorgia Meloni: “Secondo me quello è un atto di intimidazione e per me l’intimidazione è inaccettabile – ha detto a L’aria che tira su La7 il presidente di Fratelli d’Italia – mi consenta però di dire che trovo abbastanza ridicolo l’appello di Matteo Renzi, perché la violenza non è oggettivamente quello che ieri si è visto a Como: è un atto di intimidazione ma non è un atto di violenza. La violenza noi l’abbiamo invece vista un sacco di volte dai compagni dei centri sociali, quelli che distruggono intere città e bruciano le macchine degli italiani, e nessuno ha mai fatto gli appelli per la condanna delle violenze dei centri sociali. quello si può fare. Perché è gente di sinistra e le città si possono distruggere, si può dare fuoco alle macchine della gente, si può dare fuoco alle edicole”.

Il Pd, intanto, chiama alla mobilitazione: “Nessuno può banalizzare e minimizzare i tanti episodi di intolleranza e razzismo che stanno emergendo da più parti nel Paese – ha detto il vicesegretario del Partito democratico Maurizio Martina – occorre ora una reazione popolare, partecipata e aperta capace di coinvolgere tutte le persone che non vogliono accettare questa deriva pericolosa. Per questo proponiamo per sabato 9 dicembre a Como una grande manifestazione contro ogni intolleranza. Il Pd c’è”.

Nel tardo pomeriggio arrivano anche le parole di condanna del M5s: il “blitz dei naziskin a Como è un inaccettabile atto di intimidazione – scrive su Twitter il candidato presidente M5S in Lombardia, Dario Violi – ribadiamo che il M5S è contrario a ogni forma di violenza e di razzismo. Ridicoli i partiti che riescono a litigare anche su questa vicenda”. “Quello che è successo a Como è un’intimidazione inaccettabile, che non dovrebbe mai verificarsi in un Paese democratico –  scrive su Facebook Daniele Pesco, capogruppo alla Camera – condanniamo con fermezza l’azione del gruppo di naziskin e confidiamo nella magistratura per accertare ogni responsabilità”.