Il nome giusto per guidare la Lega calcio di Serie A potrebbe essere quello di Giuseppe Vegas, attuale presidente della Consob. I club della massima serie sono alla ricerca da tempo di un nuovo numero uno con capacità manageriali per superare l’impasse creatasi negli scorsi mesi che ha portato al commissariamento, gestito direttamente dall’allora presidente della Figc Carlo Tavecchio.

Il mandato di Vegas alla guida dell’Autorità di vigilanza dei mercati finanziari è in scadenza il prossimo 15 dicembre e i presidenti della Serie A, secondo l’Adnkronos, hanno proposto il suo nome per rilanciare la ‘confidustria del pallone’. Ex viceminsitro dell’Economia del governo Berlusconi, Vegas potrebbe essere eletto presidente della Lega già nella seduta di  mercoledì, appena in tempo per evitare il commissariamento della Figc. Una soluzione, quest’ultima, gradita al presidente del Coni Giovanni Malagò e al ministro dello Sport, il renziano Luca Lotti.

“Si è deciso di tenere aperta assemblea fino a mercoledì perché ci sono buone possibilità di chiuderla con l’elezione del presidente, dell’amministratore delegato e dei membri del consiglio”, ha detto Tavecchio, al termine dell’assemblea straordinaria. Secondo l’ex presidente della Figc tenere aperta l’assemblea rappresenta “una precisa scelta della Lega Serie A di evitare il commissariamento“, anche se, ha specificato, “è tutto da stabilire se con la Lega di A assente” in consiglio federale “si può commissariare”.

È stata invece rinviata di tre settimane l’approvazione del nuovo bando per l’assegnazione dei diritti tv, dopo la fallimentare gara in estate con le offerte basse di Sky e le contestazioni di Mediaset. “Si sono scelte due strade: la prima è il canale della Lega che è piaciuto, mentre il bando merita ulteriori approfondimenti”, ha spiegato Tavecchio. La fase di stallo, quindi, verrà sbloccata solo dopo l’elezione della nuova governance ma prende forma il “Piano B”, ovvero il il progetto “Lega Channel”, una tivù fatta in casa dalle società.

Un progetto complicato. Come anticipato da Il Fatto Quotidiano, infatti, la tv della Lega userebbe Sky e Mediaset come taxi per arrivare agli abbonati, ma prima di tutto occorre trovare un partner industriale e un partner finanziario. Secondo il piano, alla piattaforma d’appoggio (Sky, Mediaset) andrebbe il 15%, a Infront il 18 e il restante 67% sarebbe diviso tra Lega, Discovery e la banca finanziatrice.