Malagò frena e il calcio accelera. Che fosse una mossa avventata o solo un modo per smuovere le acque, lo spauracchio del commissariamento agitato (anzi, proprio annunciato in pompa magna) dal numero uno del Coni ha sortito i suoi effetti: i capi del pallone, terrorizzati dall’idea di perdere la propria indipendenza, hanno capito che devono ricominciare a funzionare come una Federazione normale. Che vuol dire smettere di litigare, eleggere i vertici mancanti da mesi di Serie A e Serie B, tornare al voto nei tempi più brevi possibili. Così l’ipotesi dell’arrivo di un reggente in via Allegri si allontana. Almeno per il momento. Con la sua minaccia Malagò è riuscito a fare suo malgrado quello in cui tutti avevano fallito nell’ultimo anno: mettere d’accordo i litigiosissimi padroni del pallone. Calciatori e allenatori, dilettanti e professionisti, giovani e vecchi, persino l’ingombrante Claudio Lotito che non parla ma si muove sempre dietro le quinte: ora sono quasi tutti d’accordo nel rimettere in moto la macchina della Federazione. C’è nuovo nemico alle porte, il Coni, che fa più paura di qualsiasi rivale politico. Evitare il commissariamento è diventata la priorità sia di chi stava con, sia di chi si è rivoltato contro Carlo Tavecchio.

Così la Figc, intesa nel suo complesso insieme di forze variegate, sta già adottando le contromosse necessarie per rimanere padrona del proprio destino. La prima, già nella giornata dell’addio di Tavecchio, è stata trovare un accordo di massima sul ritorno alle urne: c’è anche una data orientativa, il 22 gennaio; se non è stata ancora annunciata (e potrebbe esserlo a breve) è solo per prudenza e riguardo istituzionale nei confronti del Coni, con cui non si vogliono deteriorare ulteriormente i rapporti. Per raggiungere l’obiettivo di tornare al voto a inizio 2018, però, bisogna anche riportare le due principali Leghe professionistiche, entrambe commissariate da troppo tempo, in una situazione di legalità. La Serie B voterà giovedì e dovrebbe nominare come erede di Andrea Abodi il commissario Mauro Balata (uomo di Tavecchio). La vera novità, però, è che anche la Serie A ha inserito a sorpresa nell’ordine del giorno dell’assemblea di lunedì (in cui si sarebbe dovuto parlare solo di diritti tv) la nomina delle nuove cariche.

Qui il discorso è più complicato, perché i vertici da scegliere sono addirittura due: l’amministratore delegato, per cui c’è una short-list di 5 nomi di manager esterni al mondo del pallone, e il presidente (partita che sta gestendo in prima persona Lotito, e quindi dagli esiti più imprevedibili). Non sarà facile trovare l’intesa in pochi giorni, ma la modifica improvvisa del programma dei lavori è un segnale chiaro della volontà almeno di provarci, se non già lunedì comunque entro un paio di settimane (il commissariamento di Tavecchio scade l’11 dicembre).

E Malagò in tutto ciò che fa? Un passo indietro dopo l’uscita spericolata di ieri, consigliato a maggior cautela dai suggerimenti dei suoi collaboratori e dalla minaccia di un immediato ricorso al Tar, molto pericoloso per la sua immagine ed il suo ruolo. Anche le parole si sono fatte più prudenti: “Potrebbe anche non esserci un commissario e aspettare cosa succede dopo le assemblee delle Leghe”, dice ora. La tentazione del commissariamento resta forte, è una grande occasione di riformare l’irriformabile calcio. Ma da “soluzione ideale” è stata retrocessa a semplice “volontà politica”: le condizioni normative potrebbero non esserci (i legali stanno ancora approfondendo la questione), e i rischi di un contenzioso in tribunale potrebbero essere superiori ai benefici. Manca anche il nome giusto a cui affidare un compito così delicato. Per questo pure all’interno della stessa giunta Coni (convocata per domani) si stanno convincendo che nell’immediato non ci sarà nessun commissariamento. Malagò prenderà atto dei passi della FederCalcio, e li metterà nero su bianco su una rigida “road map”: elezione dei vertici delle Leghe, elaborazione di una piattaforma condivisa, elezioni. Nel caso la tabella di marcia non fosse rispettata, a quel punto avrebbe la strada spianata per intervenire.

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