C’è sempre un Corso nelle nostre città; che si chiami Italia, Cavour, Vittorio Emanuele, diventa sempre semplicemente il Corso per tutti, è il luogo di appuntamenti e incontri mai troppo casuali: ci sono molti caffè, moltissimi negozi di abbigliamento, come ovunque, ma che siamo a Trapani lo dicono i negozi degli artisti del corallo. Una bella insegna liberty segnala la Libreria del Corso. Teresa, la proprietaria, ci ha lavorato a lungo prima di rilevarla. Fa scelte personali, recupera rimanenze di libri amati non più in stampa, sulla Sicilia è fornitissima.

Noi abbiamo una richiesta curiosa: un libro sulle mani, regalo per Antonella, fisioterapista magica. Teresa si illumina e sprofonda in uno scaffale livello terra, ne esce con un libro fotografico dedicato a chi vede con le mani, i ciechi. Il suo entusiasmo mi fa comprare anche un altro libro che non sapevo di desiderare, su Pirandello capocomico.

Ma il bello arriva al momento di incartare “le mani”, cerca tra un mucchio di pagine staccate da riviste patinate, molte di arte, finché non trova: un’immagine di molte mani blu che si intrecciano. Il rito dell’incartare è lento, gesti precisi perché sia il davanti che il retro siano perfettamente centrati. Un cliente aspetta alla cassa, ma non sembra infastidito, guarda con curiosità l’operazione. Io penso che per la cura del gesto potremmo essere in Giappone, e per la passione siamo di certo in Sicilia.

Questo salva le librerie indipendenti, la cura del dettaglio, la specializzazione: moltissime chiudono, stroncate da Amazon. Le catene ci devono essere, quelle degli editori riducono la filiera che va dall’autore al lettore. Possono tenere le migliaia di titoli, troppi, che escono ogni hanno, ma che durano quanto le farfalle. La piccola libreria si può permettere di promuovere i titoli amati per anni, riproporli. Una presentazione in una piccola libreria promuove sempre meglio il libro, perché i lettori si fidano. La sera, quando la fisioterapista dalle mani magiche riceve il regalo, lo scarta con estrema cura, per non rompere quell’incarto/incanto. La stessa attenzione con cui tocca una fascia muscolare. Il cerchio libraia lettrice è perfetto.