Tre giorni di lutto nazionale in “segno di dolore e solidarietà con tutta la popolazione nazionale per gli incendi dei boschi che hanno colpito diverse zone del Paese, provocando una perdita irreparabile di vite umane”. A dichiararlo è stato il governo portoghese, a seguito dell’ondata di incendi alimentati dall’uragano Ophelia che ha colpito il nord e il centro del Paese. Trentanove le vittime, tra cui anche un neonato, che hanno perso la vita a causa dei roghi che hanno colpito terreni coltivati e foreste in Portogallo e nel nordovest della Spagna ieri e oggi. Due le vittime in Irlanda.

Il Portogallo, che si stava ancora riprendendo dopo l’incendio più grave mai registrato, avvenuto a giugno e in cui erano rimaste uccise 64 persone, ha registrato in questi due giorni 36 morti. E al momento sette persone risultano ancora disperse. Almeno tre i morti in Spagna, nella regione della Galizia. Qui la maggior parte dei roghi è di origine dolosa e il ministro dell’Interno, Juan Ignacio Zoido, ha annunciato che alcuni dei responsabili sono già stati identificati; se condannati, rischiano fino a 20 anni di carcere. In Portogallo una persona è stata arrestata con l’accusa di avere appiccato il fuoco. In Portogallo i vigili del fuoco stanno ancora combattendo contro 50 focolai, e lo stesso nella vicina Spagna.

E a causa dell’uragano, diversi voli diretti agli aeroporti britannici sono stati dirottati a causa di odori insoliti a bordo. Easyjet ha fatto sapere che il fenomeno si è presentato su quattro suoi voli di ieri, probabilmente a causa delle condizioni atmosferiche create dalla tempesta che ha sparso nell’aria caldo tropicale e sabbia del Sahara. Dipendenti di Easyjet hanno riferito che due voli sono stati dirottati e altri due hanno anticipato l’atterraggio per precauzione. Episodi simili sono stati riportati dalla British Airways, che però non ha modificato i suoi piani di volo. Il dirottamento di alcuni voli a causa degli odori è stato riferito anche dal personale dell’aeroporto John Lennon di Liverpool.