Da una parte la scelta di portare il caso Regeni in prima serata sul principale canale televisivo. Dall’altra l’emorragia di ascolti, col ribasso che porta sotto al 15 per cento e alla sconfitta contro la fiction di Canale 5 con Gianni MorandiChe tempo che fa torna nella polemica politica dopo i primi segni di cedimento nello share e prima ancora per i compensi a Fabio Fazio. Il direttore generale Mario Orfeo celebra i contenuti della puntata di domenica: “L’abbraccio di Andrea Camilleri alla famiglia Regeni e l’intervista ai genitori di Giulio sono stati una pagina esemplare e straordinaria di servizio pubblico – dice – Grazie a Fazio, il messaggio della famiglia Regeni e la loro ricerca di verità hanno raggiunto quasi 5 milioni di italiani”. Non abbastanza per molti esponenti del centrodestra. “Spiace che, per difendere scelte che si stanno rivelando sbagliate, si faccia appello alla funzione del servizio pubblico e si tratti con superficialità la questione ascolti. Non entriamo nel merito dei contenuti. La trasmissione di Fazio non è il successo che si millanta” dichiarano Annamaria Bernini e Maurizio Gasparri di Forza Italia. “Ingenerose mi sembrano le eccessive critiche rivolte a Fabio Fazio che cerca sempre di coniugare impegno civile e intrattenimento” replica il vicepresidente della commissione di vigilanza Rai Giorgio Lainati, ex berlusconiano ora in Alternativa Popolare.

Le cifre dicono che alla prima puntata Che tempo che fa ha fatto il 20,8 di share, la settimana successiva il 17,4, quella ancora dopo il 17,8 fino al 14,9 di domenica scorsa. Per Orfeo, però, quelle sugli ascolti del programma di Fazio sono “fake news“: “Con il programma di Fabio Fazio Rai1 guadagna rispetto al 2016 oltre 4 punti di share la domenica sera confermandosi il canale leader negli ascolti: nelle quattro prime serate di Che Tempo Che Fa, Rai1 realizza infatti il 18.6 di share, segnando un aumento di 4.1 punti rispetto alle domeniche corrispondenti dell’anno scorso con programmazione standard. Un incremento che rimane (+0.5) anche includendo la partita della Nazionale italiana di calcio del 9 ottobre 2016″.

Esulta Giuseppe Giulietti, presidente della Federazione della Stampa, il sindacato dei giornalisti. “La lezione di dignità e coraggio della famiglia Regeni – twitta – andrebbe trasmessa in tutte le scuole”. Un impegno che Orfeo ha detto di voler accogliere.