L’UOMO DI NEVE di Tomas Alfredson, con Michael Fassbender, Rebecca Ferguson, Charlotte Gainsbourg. GB 2017. Durata: 125’. Voto 3/5 (AMP)

Jo Nesbø e Tomas Alfredson: talenti dal pedigree purissimo. Esattamente come la neve che abbacina paesaggi e atmosfere dei loro Paesi. E la neve – ovviamente – non può che sovrabbondare nel bestseller The Snowman (appartenente alla serie di romanzi sul detective hardboiled Harry Hole) ora divenuto omonimo nonché candido film. L’attesa era molta, sia per la curiosità di vedere l’adattamento di uno dei migliori giallisti mondiali, sia per assaporare il terzo lungometraggio di un regista capace di dirigere i magnifici Lasciami entrare (2008) e La talpa (2011). Il risultato è parzialmente soddisfacente nel senso che il film sembra restare teso in una sospensione “media” che tuttavia mai giunge alla naturale rottura degli equilibri, altrimenti detta sublimazione epica degli opposti, come ci si aspetta altresì da un giallo/thriller/mistery. I pupazzi di neve irridono tanto i detective impegnati quanto gli spettatori, indolenti per l’immersione nel biancore totalizzante ma anche impazienti di assistere alla resa dei conti fra il bene e il male. Nota d’onore, quasi immancabile per quest’attore supremo, all’interpretazione di Michael Fassbender, impeccabile Harry Hole fra lo stordimento alcolico e il dolore intimo di un’intelligenza immeritata, almeno dal proprio punto di vista. Visione comunque interessante, seppur non memorabile come si avrebbe desiderato.