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La legge elettorale cambia, la fregatura rimane

La legge elettorale cambia, la fregatura rimane
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di Riccardo Giuliano

Garantisti, costituzionalisti, avventori pronti a difendere le preferenze a tutti i costi anche con le barricate e poi, ad insaputa di tutti, rispuntano i listini bloccati e la preferenza può andare a farsi benedire. In sintesi, dal Mattarellum al Porcellum, dall’Italicum al Tedescum cambia il nome ma la suonata sembra essere sempre la stessa. Tra collegi uninominali, proporzionale con o senza sbarramento, loro resistono, non si scompongono nemmeno ai risultati referendari: sono l’esercito di quanti hanno deciso di abolire, per sempre, le preferenze, quelli che alzano le barricate affinché sia garantito il diritto alla scelta per poi stabilire, come sempre, che il popolo italiano non deve votare in maniera libera ma sempre condizionato dal potere delle lobby.

Adesso, grazie alla nuova legge elettorale, potremo scegliere il candidato del nostro collegio e contemporaneamente mandare in Parlamento quanti, grazie al loro posto al sole e senza il minimo sforzo, si ritrovano ancora una volta nominati e non eletti. Del resto, quanti degli attuali deputati e senatori verrebbero rieletti se chiedessero il voto direttamente ai propri concittadini?Ecco, come al solito, fatta la legge trovato l’inganno e, come accade da decenni, ancora una volta ci diranno che la legge è concepita per togliere di mezzo i piccoli partiti, per evitare i cambi di casacca, e tutte le solite idiozie che ci hanno consegnato una marea di piccole entità pronte a far cadere questo o quel governo.

Cari politici lungimiranti, siete proprio sicuri che il prossimo Parlamento non avrà più partiti e partitini, che non ci saranno i soliti cambi di squadra in corsa, di maggioranze e che, soprattutto, avremo un governo la sera stessa delle elezioni e che sia, soprattutto, credibile? Purtroppo il passato pare che non abbia insegnato nulla, e allora quale consiglio migliore se non quello di leggere un bel libro di storia tanto per cercare di capire e imparare dagli errori del passato e, chissà, prendere spunto da quanto di positivo è stato fatto?

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