Ha fatto assai discutere l’attacco di Miller ai danni del collega Massimo Recalcati. Dure le accuse, senza perifrasi e senza mediazioni. Uno psicanalista – spiega Miller – non può essere “al servizio di Renzi” (sic!) né schierarsi politicamente. Poiché le accuse mi paiono del tutto infondate, e perché nutro grande stima sia umana sia culturale nei confronti di Recalcati, mi sento in dovere di intervenire in questa polemica con un mio pur piccolo e modesto contributo.

Premetto che non condivido quasi nulla delle posizioni filo-renziane di Recalcati, giacché ritengo Renzi e il PD i veri assassini 2.0 di Gramsci e i veri artefici della macelleria sociale in atto ai danni dei popoli e dei lavoratori, sempre in nome dell’Europa, dei mercati, della libertà d’impresa, ecc. Insomma, Renzi e il PD sono per me il peggio e si schierano, per usare una dicotomia topografica in cui ho smesso di credere, a destra perfino di Attila re degli Unni. Nihil novi.

Ho personalmente avuto modo di parlare de visu con Recalcati di questi temi. E tuttavia Recalcati ha il sacrosanto diritto, come uomo e come psicanalista, di schierarsi con chi vuole, Renzi compreso ovviamente. Ed è semplicemente ridicolo che Miller faccia queste uscite da “anima bella” (Hegel): quello della avalutatività è un falso mito, da cui sarebbe bene congedarsi quanto prima. Il punto di vista “da nessun luogo” (Nagel) semplicemente non esiste ed è bene averne coscienza. Il nostro sguardo è sempre situato: situato storicamente, politicamente, socialmente.

La massima onestà non è nel non avere punti di vista o nell’occultarli, con buona pace di Miller, ma nell’esplicitarli onestamente, come Recalcati ha sempre fatto. Tutto è politica, tutto è ideologico: un al-di-fuori non si dà ed è “vuota profondità” esortare a non essere politici e ideologici. Personalmente ritengo Recalcati una delle voci critiche più intelligenti, del tutto a prescindere dalla sua fede politica renziana: le sue analisi lacaniane sulla evaporazione del padre, i suoi studi su Lacan, le sue ricerche sulla figura della madre e sul desiderio sono di alto valore e meritano di essere prese sul serio. E questo – non mi stancherò di ripeterlo – del tutto a prescindere dalla fede politica di Recalcati. Le cui idee potranno essere discusse e criticate nel libero spazio del dialogo socratico, ciò di cui Miller mi pare non tenga conto.

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