Il Giro d’Italia è passione e condivisione. Io e il vignettista Fabio Vettori, distanti chilometri ma uniti dalla passione per la Corsa Rosa, proveremo a raccontarla in parole e vignette.

Nel ciclismo di oggi è difficile che una tappa rispetti le attese soprattutto quando si definiscono, come quella di oggi da Moena a Ortisei, “tapponi”. Spesso capita che i big si controllino fino agli ultimi chilometri, evitando di darsi battaglia e rischiare. Questo succede quasi sempre, per fortuna non oggi perché il gruppo si è sgretolato pressoché subito: le squadre che sembravano corazzate non sono più così forti, mancano di energie. A questo punto rimangono gli “uomini”, i campioni e se uno di questi scatta a 53 chilometri dalla fine capisci che la tappa è una resa dei conti.

Oggi l’ha fatto Nairo Quintana, uno come lui che accende la miccia così distante dal traguardo è un ineditoVincenzo Nibali ha risposto alla grande e la maglia rosa Tom Dumoulin, freddissimo, ha risposto ancora meglio rientrando con calma olimpica. Nessuno scherzo intestinale per il corridore in rosa che mentre si sale verso Ortisei fa paura per la facilità con cui pedala e per il suo volto, così “bello” da non sembrare vero.

A rompere questa quiete ancora Quintana, ai meno sei dal traguardo scatta il colombiano della Movistar, non lo segue nessuno, ormai lo sanno tutti, c’è il rischio di bruciarsi e dunque meglio rientrare dolcemente. Ai meno cinque scatta Nibali, subito ripreso dalla maglia rosa, fiammante a tal punto da partire lui, una, due, tre volte. Dumoulin corre da leader, cerca di scoraggiare i due avversari diretti, lascia spazio agli altri, qualcuno azzarda il paragone con Indurain.

Alla fine scappano tutti e restano in tre, si guardano, quasi in surplace, si sfidano, e sfilano negli ultimi due chilometri così come sono piazzati in classifica: Dumoulin, Quintana, Nibali. La tappa, per la cronaca, l’ha vinta Tejay Van Garderen, ancora davanti a Mikel Landa ma oggi, forse, qualcuno ha iniziato ad accarezzare un sogno rosa, e questo non era nelle attese.

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