Il movimento 5stelle avrà una sua lista certificata anche a Taranto: il risultato delle “comunarie online” ha infatti individuato Francesco Nevoli come candidato sindaco pentastellato della città dell’Ilva. Avvocato 45enne, Nevoli ha ottenuto 107 voti, 10 in più del suo avversario Bartolomeo Lucarelli. Ma al di là del risultato finale, quello che realmente ha caratterizzato le primarie a 5 stelle nei giorni che hanno preceduto le votazioni, è stato il veleno che i concorrenti si sono lanciati attraverso la rete e i social network. Ma procediamo con ordine.

Mesi fa da due meetup tarantini sono state presentate inizialmente tre liste e tre candidati sindaco. Grazie a un accordo avvenuto nei giorni scorsi fra due gruppi, il numero di candidati sindaco è formalmente rimasto tre, ma in realtà lo scontro è stato tra due: Nevoli contro Lucarelli. A sostegno di Nevoli c’erano i membri del Comitato Liberi e pensanti, il gruppo nato dopo il sequestro dell’Ilva e nel 2012 e che fino allo scorso anno ha organizzato il controconcertone del 1 maggio: da qualche mese infatti una buona parte del Comitato è confluito nel movimento di Grillo.

A contendere la certificazione “a 5 stelle” c’era la lista che sosteneva Lucarelli della quale facevano parte i grillini ionici della prima ora e che in passato hanno sostenuto e ottenuto l’elezione all’europarlamento di Rosa D’Amato. I rapporti tra le due fazioni, all’interno dello stesso meetup, sono idilliaci per poche settimane: con l’avvicinarsi delle consultazioni amministrative si sono incrinati. I toni si sono accesi prima nelle assemblee e poi anche sui social network: sulla rete, come nella migliore tradizione grillina, i membri dell’uno e dell’altro si sono affrontati a colpi di post affilati, senza esclusioni di colpi. Lo scontro si è alzato sempre più e dopo le parole diventate pesanti sarebbero partite anche le denunce. Il picco massimo si è raggiunto in occasione delle due conferenze stampa, rigorosamente separate, una per ciascun candidato. Nella prima Nevoli e i suoi hanno accusato Lucarelli di aver dato vita a una “cordata” grazie all’accordo con quella che inizialmente era la terza lista e hanno ammesso che in caso di sconfitta non lo avrebbero sostenuto al Comune ionico. Lucarelli insieme ai suoi candidati, poco dopo, ha invece affermato davanti ai microfoni che la sua squadra avrebbe sostenuto qualunque candidato dei 5stelle fosse uscito vincitore dalle comunarie. Eppure poco dopo la vittoria di Nevoli, i veleni sono proseguiti e proprio dallo schieramento di Lucarelli sono partite una serie di invettive, rigorosamente online, contro il neo candidato pentastellato.

Insomma ora, al di là dei proclami, bisognerà capire se gli scontri e le polemiche della precomunarie possano essere accantonate a favore dell’unità o se le parole e le stilettate sui social hanno segnato un solco ormai insanabile tra i grilli ionici: la palla, tuttavia, è ai pentastellati “sconfitti” nelle comunarie che dovranno decidere se sostenere realmente Nevoli e la sua lista oppure no. Un punto che potrebbe essere fondamentale per il risultato finale. A Taranto, infatti, una manciata di voti potrebbe fare la differenza per l’accesso al ballottaggio a causa di due fattori: l’astensione che mediamente si aggira intorno al 50% degli elettori e la frammentazione dei voti  data la presenza di ben 14 candidati a sindaco e un numero di liste veramente spropositato. Insomma, dopo essere stati uniti dalla lotta contro le emissioni nocive dell’Ilva, ora i grillini ionici rischiano di separarsi nuovamente, ma a causa dei loro veleni.

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