Alessio Miceli è uno di quei giocatori che si candida a vivere un’esperienza in maglia laziale per molto tempo ancora. Una fede nata fin dai tempi dei pulcini. Da lì in poi la sua carriera nelle giovanili biancocelesti non ha conosciuto intoppi, anzi. La sua crescita è stata apprezzata e riconosciuta da tutti.

Miceli inizia a far parlare di sé in modo insistente nella categoria Allievi. Lo scorso anno, con gli U17, disputa una stagione sopra le righe agli ordini di mister Michele Santoni, che trova in lui un affidabile elemento offensivo da schierare sul fronte d’attacco sinistro o libero di agire sulla trequarti, per dare libero sfogo ad una tecnica di base estremamente efficace. Le prestazioni del ragazzo risultano sempre state all’altezza della situazione e molto fruttuose (7 reti nelle prime 11 giornate), tanto da spingere il proprio tecnico a sperimentarlo anche in mediana come mezz’ala e con ottimi risultati, dove alterna compiti offensivi a quelli di copertura. Come se non bastasse, possiede un “destro educato” che spesso ha rappresentato – e rappresenta tutt’ora – una manna dal cielo per i suoi compagni, che trovano in lui un affidabile elemento sul quale costruire le ripartenze, ma soprattutto una preziosa arma in più su calcio da fermo (vera specialità della casa).

Quest’anno in Primavera, la collocazione in campo del classe 1999 ha subito un’ulteriore trasformazione del tutto inaspettata. Andrea Bonatti, mister della Primavera laziale, ha arretrato in modo estremo la sua posizione sul rettangolo verde, portandolo addirittura al centro della difesa. Esperimento che sembra ben riuscito, tanto che Miceli – ad oggi – è l’elemento della Primavera biancoceleste più utilizzato in assoluto tra Campionato e Coppa Italia di categoria. Il nuovo ruolo non è ancora del tutto assimilato e i meccanismi difensivi vanno sicuramente tarati, ma la presenza al suo fianco di giocatori con più “esperienza difensiva” (come Petro o Dovidio), accelerano sicuramente il processo di crescita nel ruolo.

Senza dimenticare che il suo destro è rimasto caldo e affidabile anche in questa stagione (siamo già a quota 3 reti e 7 assist in poco più di 20 gare), la Lazio spera di crescere in casa un potenziale talento da lanciare in futuro in Prima squadra. Un ragazzo eclettico, con maturata esperienza in tutte le zone del campo, che potrebbe davvero esplodere da un momento all’altro.

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