Da tempo ormai si sa: la serata mediana del Festival, quella che sospende il concorso per lasciare spazio alle cover è la più bella. Ieri sera era particolarmente bella.

I cantanti proponevano scelte originali e le interpretavano bene (alcuni come Ermal Meta, Francesco Gabbani, Marco Masini in maniera eccellente). Mika ti regalava venti minuti di show strepitoso sia per la musica, sia per al sua presenza scenica, sia per le invenzioni della regia televisiva. Maurizio Crozza, sul quale si poteva avere qualche timore di ripetitività, ti sorprendeva, prima trasformandosi in Papa Francesco e poi inventando un acuto monologo sui pericoli della nostalgia del passato. Anche Carlo Conti sembrava più in forma del solito, rilassato, autenticamente divertito, capace di risolvere con una battuta felice qualsiasi imprevisto.

Ma quanto poteva durare questo miracolo di due ore e passa continue di buona televisione, chi avrebbe potuto spezzare l’incantesimo? Subito qualcuno ci ha pensato, coinvolgendo nel clima di festa una signora che sta per raggiungere i 105 anni di età, proposta come un esempio felice che tutti vorremmo seguire (personalmente ne farei anche a meno). Non paghi di questa discutibile esibizione si è pensato anche di farle cantare la sua canzone preferita, l’intramontabile Mazzolin di fiori.

Inevitabile a questo punto chiedersi perché, a chi fosse dovuto questo improvviso cambio di passo, questa imprevedibile caduta nel cattivo gusto. Risposta immediata: dalla collaborazione con La vita in diretta. La nota fucina di tutte le idee di pessimo gusto aveva colpito ancora.

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