La Lega Nord è contraria alle unioni gay e ha dato ordine ai suoi sindaci di non celebrare i riti civili in municipio, pena scomuniche politiche. Ma che cosa accade se ad essere unite, davanti a un’autorità comunale di fede padana sono due donne con la tessera del Carroccio in tasca o che decidono di iscriversi al partito proprio per la modalità con la quale state trattate dal sindaco leghista? Una situazione che Matteo Salvini dovrà fronteggiare sabato 15 ottobre, quando arriverà a Treviso per dirimere la vicenda che ha coinvolto due suoi sindaci, quello di Oderzo e quello di Musile di Piave. E decidere se cacciarli o meno dal partito, visto che aveva già precisato: “Se un sindaco si presta scientemente a questi giochini dei matrimoni ha poco a che fare con la Lega”.

Già, perché nel secondo caso, il sindaco Silvia Susanna ha unito Beatrice Giuseppe e Lucia Ducceschi, che attualmente si trovano a Tenerife, ma che fanno sapere di avere la tessera leghista in tasca. Cosa inaspettata in un partito da sempre schierato contro unioni gay e adozioni da parte di coppie omosessuali. Intervistate dalla Tribuna di Treviso, Beatrice e Lucia hanno dichiarato: “Siamo pronte a scendere in piazza e a protestare”. L’allusione è al rischio di provvedimenti disciplinari della Lega contro il sindaco.

E raccontano la loro storia: “Abbiamo fatto la domanda il 14 luglio scorso quando la legge mancava ancora dei decreti attuativi e del via libera del Consiglio di Stato. Non c’è stato alcun problema per la presentazione. A fine settembre il Comune ci ha chiamato per redigere l’atto preliminare”. In quell’occasione hanno appreso che il sindaco stesso le avrebbe unite civilmente. “Sabato 1 ottobre il sindaco ha officiato la nostra unione civile con le frasi di rito, aggiungendo i suoi personali auguri”. E proseguono: “Ci è piaciuta a tal punto la disponibilità e la professionalità di Silvia Susanna che abbiamo deciso di tesserarci con la Lega a Musile. Anche per questo ci dispiace molto per la polemica che si è scatenata. Dalla nostra esperienza possiamo solo dire che in Italia ci vorrebbero molti più sindaci come questi. Ci siamo sentite bene, siamo state accolte con il sorriso e senza pregiudizi. Insomma, siamo state trattate da cittadini di serie A”. Eventuali punizioni? Se le fanno, siamo pronte, con i nostri amici, a scendere in piazza per protestare”.

Adesso tocca a Salvini verificare l’impatto della linea politica sui casi concreti. E loro farà andando di persona a Treviso per incontrare i dirigenti. A Oderzo il sindaco Maria Scardellato ha officiato lunedì scorso l’unione di Pasquale e Andrea, che si sono uniti dopo undici anni di convivenza. Ma subito il segretario regionale Gianantonio Da Re aveva dichiarato che nella Lega esistono “principi chiari a precisi” che erano stati contravvenuti dalla Scardellato. Il segretario di Treviso, Dimitri Coin, si era spinto ancora più in là: “La Scardellato si pone fuori dal partito. Ci saranno sicuramente delle ripercussioni perché il partito viene prima delle persone”.

Eppure il fronte sembra essersi incrinato. Anche perché lo sponsor politico del sindaco Susanna è Gianluca Forcolin, vicepresidente della Regione Veneto. Che è sceso in campo a difenderla: “Susanna ha la mia fiducia. Io avrei esercitato l’obiezione di coscienza, ma non è obbligatorio”. Rimane da capire se Salvini deciderà di accogliere la decisione dei sindaci o, al contrario, di epurare chi non ha seguito la linea del partito.

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