Stamattina alle 7.30 ero già davanti alla tv. Intendiamoci, non me ne faccio un merito particolare. Il classico appuntamento-bidone con un idraulico mi ha reso più mattiniero del solito. Ma siccome non tutti i mali vengono per nuocere, mi sono potuto godere l’esordio dell’edicola di Fiorello in diretta. E ancora una volta sono rimasto sorpreso, piacevolmente sorpreso dalla capacità di divertimento che quella mezz’oretta di tv riesce a produrre.

Niente di speciale, è ovvio e lo si dice sempre in questi casi. Un’atmosfera di spontanea allegria, un gruppo di caciaroni, un po’ di goliardia, un po’ di quello che si dice umorismo demenziale, un paio di imitatori molto bravi che fanno un po’ di satira politica (imperdibile l’imitazione della Raggi), i giornali come pretesto e una felice rappresentazione del luogo in cui si svolge il tutto.

La scena è banale ma vera e rende bene anzi esalta il senso della diretta. Il modello è sempre quello, anzi mi sembra sempre più evidente: è l’indimenticabile Alto gradimento radiofonico di Arbore e Boncompagni. Roba di quasi cinquant’anni fa. Eppure si ride, a volte si sorride, in tre o quattro occasioni ci si sganascia. E’ quel clima particolare, quella capacità di improvvisazione, quell’efficace semplicità propria degli spettacoli di Fiorello, quella che mi piace definire la sua irresistibile leggerezza.

Non vorrei sembrare il solito bastian contrario, viste le critiche tutte positive, ma non ho potuto fare a meno di pensare, mentre guardavo L’edicola allo spettacolo di sabato sera dedicato a Roberto Bolle. Che fatica quella prima mezz’ora abbondante prima di decidersi a passare ai balletti, in cui si manifesta l’eccellenza artistica! Quanto impegno ci hanno messo gli autori a scrivere e Pannofino a recitare quelle battute, quanto lavoro dietro alla trasformazione di Virginia Raffaele in Fracci! E tutti questi sforzi per strappare sì e no un paio di sorrisi stiracchiati. Far ridere è una cosa molto difficile. O si è dotati e allora W Fiorello oppure meglio lasciar perdere e passare ad altro.

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