A otto mesi dal suo arrivo a RaiTre come direttrice di rete, Daria Bignardi si difende dall’accusa di aver dato una “svolta renziana” alla terza rete Rai: “Non capisco cosa voglia dire – ha detto in un’intervista a Repubblica – I programmi possono essere buoni o meno buoni, non renziani o meno renziani. A me molti sembrano buoni, al pubblico pure, dicono le risposte”. La direttrice afferma di voler parlare a quel pubblico di sinistra che è lo zoccolo duro della rete e, allo stesso tempo, di volerlo “allargare e ringiovanire. Negli ultimi quattro anni Raitre aveva perso due milioni di ascoltatori. Se non ci poniamo il problema di come parlare a chi la televisione non la guarda più, non andiamo da nessuna parte”. Bignardi sottolinea poi che gli ascolti “sono in crescita costante e vanno meglio dell’anno scorso, quasi mezzo punto in più settimanale nonostante il mezzo punto in meno del martedì sera”.

E quanto a Politics, il talk show condotto da Gianluca Semprini che sta registrando uno share molto basso? “Non chiuderà – afferma Daria Bignardi – Sta sperimentando un nuovo formato e un nuovo volto, gli serve tempo”. Domani l’ospite sarà il premier Renzi e in studio ci sarà anche Bianca Berlinguer. Poi fino al referendum ci sarà Tribuna Politics, per allora “avremo lavorato a nuove idee e assestamenti”.  E su Semprini, un esterno assunto per l’occasione, Bignardi afferma di aver “guardato anche all’interno e poi  – aggiunge – abbiamo investito sulle caratteristiche che in quel momento sembravano prioritarie. In primavera le parole d’ordine erano ‘innovazione’ e ‘discontinuità’. Detto questo, se Politics fosse a punto non saremmo qui a parlarne”. Bignardi cerca infine di spostare l’attenzione su quelle che definisce “novità buone e promettenti” come Fuori Roma, il programma di Concita De Gregorio e Gazebo Social Club.

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