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Cronaca

Ultimo aggiornamento: 10:59 del 27 Settembre 2016

Calabria, calci e schiaffi perché si rifiuta di pagare il pizzo: “E’ il classico metodo mafioso”

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Aggredito in piazza perché si è rifiutato di pagare il pizzo. È accaduto a Cessaniti, in provincia di Vibo Valentia, dove il presidente della Confederazione nazionale artigiani, Giovanni Cugliari, è stato preso a calci e schiaffi da tre soggetti legati alla criminalità locale. “Vuoi lavorare qui? Prima devi pagare”. Questa la frase rivolta a Cugliari che gestisce una falegnameria a Maierato e che si era recato a Cessaniti per un sopralluogo in un’abitazione dove doveva consegnare una porta. Al rifiuto di pagare il pizzo da parte dell’artigiano, i tre criminali hanno pestato lui e il fratello che è stato pure colpito al collo con un bastone. Cugliari ha fatto in tempo a chiamare i carabinieri che poco dopo hanno arrestato Michelangelo Barbieri di 23 anni e Gabriele Mantegna di 27. Il principale aggressore, Lorenzo De Lorenzo, invece, si è reso irreperibile. Le due vittime sono state soccorse ma hanno riportato lesioni al volto e al corpo guaribili in 4 e 7 giorni. Al telefono con ilfattoquotiodiano.it, Cugliari racconta quegli attimi di paura vissuti in “una piazza deserta, proprio come la descrive il magistrato Gratteri nei suoi libri. È stato un attentato ‘ndranghetista da manuale. Siamo arrivati all’estremo se per lavorare in un paese a un artigiano viene chiesto di pagare.  Bisogna avere il coraggio di denunciare. O lo si fa o l’attività muore lentamente”  di Lucio Musolino

 

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