Il 23 settembre del 1985 la camorra uccideva Giancarlo Siani, il giovane cronista del Mattino di Napoli che, con le sue inchieste, aveva disturbato i loro traffici. La sua storia è stata raccontata attraverso le testimonianze dei familiari, a cominciare dal quotidiano impegno del fratello Paolo, dagli amici di sempre, dalla associazioni dei giornalisti, dal talento dalla creatività di chi lo ha voluto rappresentare anche con i linguaggi del cinema, del teatro civile, della musica.

In occasione del prossimo 23 settembre un gruppo di artisti, sostenuti dalla Fondazione animata da Paolo Siani, ha deciso di raccontare non la morte, ma la vita di Giancarlo, utilizzando il disegno e realizzando un murales, laddove era vissuto, in via Vincenzo Romananiello, al Vomero, a Napoli. A definire l’opera saranno gli “Orticanoodles“, alias Wally e Alita, a sostenere l’impegno anche l’Osservatorio Inward street art che ha già realizzato, tra gli altri, i murales di Ponticelli.

I soldi stanno arrivando da una raccolta pubblica, da una sottoscrizione popolare, “come sarebbe piaciuto a Giancarlo” ha puntualizzato Paolo Siani. Così, accanto agli impegni assunti dall’Ordine e e dal sindacato dei giornalisti della Campania, dal sindacato dei giornalisti della Rai e dalla Federazione della stampa, dall’Associazione Ossigeno e dai cronisti di alcune redazioni, non mancano i segnali arrivati da cittadine e cittadini, molti i giovani, che vogliono esserci, che non vogliono dimenticare per avere il diritto al loro futuro.

Questa è davvero una iniziativa che merita di essere promossa e aiutata, anche perché Paolo Siani e i suoi collaboratori hanno sempre voluto è saputo “usare” la memoria di Giancarlo per stimolare la passione civile, per incitare i giovani a riprendere quei valori di libertà e di legalità che avevano segnato la sua vita, pubblica e privata.

Chiunque volesse contribuire alla realizzazione del murale per Giancarlo può contribuire alla campagna di crowdfounding.

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