I politici sono sempre inclini a cambiare idea. Bersani era contrario alle preferenze, ora le chiede. Forza Italia era favorevole alle riforme (che ha anche scritto), ma dopo l’elezione a presidente di Sergio Mattarella ha cominciato a votare contro e ora fa campagna per il no. Il M5s era favorevole alle unioni civili a pacchetto completo, adozione compresa, con tanto di voto degli iscritti due anni prima. Ma in Parlamento – per ragioni di metodo – ha ritirato il sostegno al testo e ha costretto i democratici a fare un accordo al ribasso con Ncd. Per Matteo Salvini Stefano Parisi era l’uomo giusto per vincere a Milano, ora definisce il suo modello “perdente”. Gli esempi sono sterminati e si moltiplicano quando si tratta di chi governa per un tempo ragionevole. Delle precisazioni di Berlusconi dopo dichiarazioni strampalate sono pieni gli archivi delle agenzie di stampa. Ora che a Palazzo Chigi c’è Matteo Renzi il test tocca a lui. Tutto è cominciato con la più celebre delle giravolte, diventato ormai motto di uso comune: “Enrico stai sereno”. Come è andata a finire lo sappiamo. Ma d’altra parte una volta, alla Leopolda, disse: “La sinistra che non cambia idea si chiama destra”.

Renzi, il libro delle promesse (rimangiate): da Letta a Berlusconi, dalle larghe intese alla Rai

AVANTI
close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Renzi, il “se perdo me ne vado” cambia idea. Eppure ci credeva, ecco le solenni promesse

prev
Articolo Successivo

Ue, a Ventotene Renzi, Merkel e Hollande. Germania: “Abbiamo cambiato posizione, più cooperazione europea”

next