È stato il tema più dibattuto degli ultimi mesi, quello del doping. Eppure alle Olimpiadi di Rio i controlli non saranno garantiti, almeno nella prima fase del torneo di calcio. È quanto riporta il quotidiano brasiliano Lance, che cita fonti interne agli staff medici e al Comitato olimpico internazionale. Il perché? Al momento mancano gli apparati necessari per effettuare i test. Una situazione grottesca e da ritenersi “certa“, secondo il giornale carioca. Lance racconta infatti che i responsabili sono già stati avvisati della mancanza dei kit e quindi non potranno effettuare i test nelle prime partite del torneo di calcio, maschile e femminile, che inizia il 3 agosto, con due giorni di anticipo rispetto alla cerimonia d’apertura dei Giochi.

Due in particolare le città in ritardo, Manaus e Belo Horizonte, entrambe sedi della Coppa del Mondo nel 2014. All’Amazonia Arena, giovedì, si giocheranno Svezia-Colombia e Nigeria-Giappone nel torneo maschile; mentre a Belo Horizonte mercoledì si sfidano Stati Uniti-Nuova Zelanda e Francia-Colombia tra le donne. E i due stadi saranno teatro anche di altre partite degli stessi gironi il 6, 7, 9 e 10 agosto, oltre a un quarto di finale del torneo riservato alle donne in programma il 12.

Il direttore generale dei servizi di controllo antidoping di Rio 2016, Eduardo De Rose, contattato da Lance, non ha negato né confermato la notizia. “Qualche giocatore potrà essere selezionato a campione dal 3 al 21 agosto”, è scritto in una nota riservata che il giornale riporta nell’articolo. Una beffa dopo le centinaia di atleti fermati dalla Iaaf e da altre federazioni nelle scorse settimane e la vibrante discussione innescata dal caso della Russia. Più volte Cio ha dichiarato di volersi battere con tutte le proprie forze per uno sport pulito, ma ora si scopre che in Brasile – almeno per la prima fase del torneo di calcio – mancano le apparecchiature adatte a testare gli atleti al termine delle partite.

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