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Ultimo aggiornamento: 18:11 del 11 Giugno 2016

Gay Pride a Roma, “Unioni civili? Non basta”. Ecco l’agenda della battaglia lgbt

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Adozione, matrimonio egualitario, legge contro l’omofobia. Sono alcune delle rivendicazioni raccolte tra le tante voci che hanno animato il Roma Pride, il corteo dell’orgoglio lgbt che alle 16.00 è partito da piazza della Repubblica per dirigersi verso piazza Venezia. Slogan della manifestazione di quest’anno, la prima dopo l’approvazione della legge sulle Unioni civili, è “Chi non si accontenta lotta“, a dimostrazione del fatto che le nuove norme vengono considerate solo un primo, importante passo verso il pieno riconoscimento dei diritti. Nell’agenda delle battaglie lgbt è compresa la tanto discussa stepchild adoption, che all’ultimo momento è stata stralciata dal testo di legge approvato in Parlamento. “Ma il Pride non si ferma a Roma. Il 25 giugno – annuncia il Gay Center – saremo a Latina per il Lazio Pride per manifestare anche contro l’appello anti-gay firmato da alcuni candidati locali che vogliono fermare il contrasto all’omofobia nelle scuole e nel comune laziale”

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