Snapchat è ancora poco conosciuto in Italia, ma negli Stati Uniti i candidati alle elezioni presidenziali ne stanno facendo largo uso in questi mesi per coinvolgere l’elettorato più giovane e spingerli ad andare a votare.

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Il vantaggio più grande di Snapchat rispetto ad altri Social Media infatti è l’età dei propri utenti, come vedete dall’immagine che mette a confronto gli utenti di Snapchat e Facebook.

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Più della metà sono under 25, una fascia di età che spesso non va a votare durante le elezioni. Un altro aspetto innovativo rispetto ad altri social media è che i contenuti, su Snapchat, vengono pubblicati in diretta e hanno una durata limitata; ad esempio le storie che pubblichiamo si auto-cancellano in 24 ore. Da ciò consegue una pressione minore nel creare contenuti perfetti – conta di più la qualità della storia – e una pressione maggiore per gli utenti nel visualizzare subito il contenuto prima che scompaia. A livello mondiale, Snapchat conta 150 milioni di utenti attivi (per darvi un termine di paragone, ha da poco superato Twitter). In Italia i numeri sono ancora ridotti (670.000 utenti attivi), ma proprio per questo vale la pena studiare e sperimentare adesso per avere un vantaggio competitivo domani.

Bill Clinton SnapchatPer questo, oltre ad usare Snapchat in prima persona, per raccontare gli eventi a cui partecipo (fra cui la Social Media Week di questi giorni), ho cominciato a raccogliere anche alcuni casi studio sul mio canale Telegram sulla comunicazione politica (@gherardoliguori). In questo esempio vedete Bill Clinton che supporta sua moglie indossando gli occhiali: “vai almeno a votare?”. La domanda che viene spontanea è: attraverso Snapchat si riesce ad aumentare il numero di giovani elettori che partecipano alla campagna e vanno a votare? È presto per dirlo e i dati a disposizione sono troppo pochi, ma una cosa è sicura. Attraverso Snapchat molti giovani, che spesso non guardano i talk show, riusciranno quantomeno ad informarsi sulle elezioni in corso. E in Paesi caratterizzati da un forte astensionismo è, come dimostra questo tweet, un primo passo importante.

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