L’Italia perde un olimpico per doping. Il Coni ha deciso di sospendere il canottiere Niccolò Mornati, 35 anni, perché trovato positivo a un controllo antidoping fuori competizione. Lo ha annunciato, in una conferenza stampa convocata “d’urgenza”, il presidente del Comitato olimpico Giovanni Malagò. Mornati avrebbe assunto l’anastrozolo, un farmaco che favorisce la produzione di ormoni e contiene i livelli di estrogeni a livelli tali da poter agire come mascherante per nascondere sostanze dopanti come il nandrolone e il testosterone. Mornati era già qualificato per i Giochi di Rio nel “due senza” in coppia con Vincenzo Capelli. E’ fratello di Carlo Mornati, medaglia d’argento alle Olimpiadi a Sydney 2000 e pluricampione del mondo, colonna portante della Nazionale azzurra del remo che raccolse una valanga di medaglie tra gli anni Novanta e i Duemila sotto la guida di Giuseppe La Mura. Ma soprattutto Mornati, lecchese come il fratello, è molto vicino al presidente del Coni Giovanni Malagò: Niccolò è tesserato per l’Aniene di Roma (di cui Malagò è presidente), mentre Carlo è vicesegretario generale del Coni e capo delegazione alle prossime Olimpiadi.

Per questo l’urgenza della comunicazione da parte del Coni – che in queste ore deve gestire il caso Tamberi-Schwazer – ha anche una chiave “politica”, oltre che sportiva. “Ci sono momenti nella vita – ha detto Malagò – in cui uno deve metterci la faccia, anche in conferenze che non vorresti mai fare”.

Carlo Mornati, anche lui ex olimpionico a Sidney 2000, è stato una pedina importante per l’elezione di Malagò. Lo si evince – come ha spiegato in esclusiva Il Fatto Quotidiano lo scorso dicembre – dalle telefonate emerse dall’indagine Breakfast della Procura di Reggio Calabria. Nei giorni infuocati che precedono la corsa alla presidenza del Coni, Malagò contatta più volte Isabella Votino, la portavoce di Bobo Maroni. Nel ricercare il voto del leghista Christian Zamblera, assessore del Carroccio nel Bergamasco e presidente della Federazione Danza Sportiva, Malagò spiega alla Votino che “sto per portare, come segretario generale, un ragazzo fantastico, leghista… questa cosa da solo dovrebbe spiegare a Maroni che siamo (…) Isabella, per me è una cosa fondamentale! Un ragazzo del Nord, zona diciamo, di Maroni, di riprovata fede… gli hanno chiesto, tra le altre cose, di candidarsi”. Qualche giorno dopo, è il 16 febbraio 2013, Malagò richiama e precisa: “Sono uscito su tutti i giornali, che porto come numero due questo ragazzo, Carlo Mornati, un ragazzo di Lecco che è un leghista, tra le altre cose, non so se lo sai he, perché doveva anche entrare nella lista civica a supporto di Bobo (…) Maroni deve chiamare Zamblera e dirgli di cambiare voto e dopo Zamblera mi da un messaggio a me”. Zamblera votò poi per Malagò e Mornati è diventato vice segretario del Coni.

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