Rischiatutto, puntata del 22 Aprile 2016 a Milano

Dopo 42 anni torna il Rischiatutto e fa il 30 per cento di share, segno che le vere star del nostro tempo sono i walking dead. Un trionfo indiscutibile, sebbene nell’anteprima del giovedì Fabio Fazio, da bravo savonese, abbia rischiato poco. È stata un’altra prova pulsante a uso di Raiuno, dopo quella andata in onda su Raitre. Nel misurarsi con il primo remake della storia della Tv, Fazio ha giocato la carta della nostalgia in modica quantità, tre vecchi campioni (le signore Longari e Migliari, il signor Fabbricatore) annegati nell’aceto balsamico dei concorrenti vip e in un cazzeggio modello Che Rischiatutto che fa, unico segno particolare una vispa valletta che non ci stava a rimanere in platea come Filippa.

Per il resto, Fazio si è saggiamente affidato alla filologia: lo studio anni Settanta e pregiati pezzi originali come il Signor No Ludovico Peregrini. Troppo poco per capire se al di là dell’evento si può fare il Rischiatutto a colori, senza il bianco e nero della memoria, se si possono rivedere invecchiati davvero quei campioni che ci sembravano già vecchi quando eravamo ragazzi, e se si può tornare ragazzi a cinquant’anni (“Rischioooo!”). Capiamo il desiderio di Fazio: Rischiatutto è stato davvero la pietra filosofale della Tv italiana, ma rifarlo sarà come riaprire la tomba di Tutankamon. Ieri sera c’era l’amuleto Fiorello, il resto è rimandato al prossimo autunno e allo spirito immortale di Mike. Come diceva Marcello Marchesi: “Da quiz all’eternità”.

Il Fatto Quotidiano, 23 aprile 2016

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