L’appuntamento è per venerdì 29 aprile alle ore 17.30 al Centro Sociale il Pozzo in Piazza Ilaria Alpi e Miran Hrovatin a Firenze. Una giornata per discutere dei rischi connessi al gioco, a partire dalle ludopatie, e cercare di individuare una collaborazione con quei soggetti pubblici e privati che vogliono vincere la sfida delle slot dopo la devastante scoperta fatta dalla Comunità delle Piagge, attiva nella periferia ovest della città.

Gli attivisti e le attiviste della Comunità di don Alessandro Santoro hanno battuto il territorio strada per strada, tra l’Arno e l’Autostrada Firenze-Mare, e hanno mappato, confrontando i loro dati con quelli ufficiali forniti dall’Agenzia delle Entrate, i 34 locali, tra sale dedicate, bar, circoli, benzinai, tabaccherie, che ospitano ben 231 slot machines e 104 videolottery per un totale di 335 apparecchi in una zona in cui vivono circa 21.725 persone. Un vero e proprio record nazionale, con le pessime ricadute per chi vive e abita nel quartiere.

Facendo due conti emerge che alle Piagge c’è una slot machine ogni 65 abitanti. Una cifra esorbitante considerato che la media nazionale è di una ogni 166 abitanti (360.000 macchine su 60 milioni di persone); una ogni 261 in Germania e una ogni 372 negli Stati Uniti. La Comunità ha indagato anche sulle slot all’interno dei circoli, Arci e Mcl su tutti, e ha scoperto che questi istituti “solidali” non sono da meno nell’approfittare dei ludopatici e ingrassare le loro casse impoverendo le famiglie della città.

All’incontro del 29 aprile parteciperanno Alessandro Santoro e Adriana Alberici della Comunità, Adriana Iozzi responsabile del Sert Q5 – Firenze Centro; Maria Cristina Perilli, autrice di Giocati dall’azzardo. Mafie, illusioni e nuove povertà, Edizioni Sensibili alle Foglie (2015); un esponente dei Giocatori Anonimi e uno Andrea Bigalli di Libera, associazione da tempo attiva contro mafie e gioco d’azzardo. La partecipazione è libera.

La mappatura della Comunità delle Piagge su base dati Agenzia delle dogane e dei monopoli (Aams 2016), dal sito l’Altracittà.

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