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Milano, mendicanti picchiati e ridotti in schiavitù: condannati cinque nomadi

Costringevano a chiedere l'elemosina una ventina di persone gravemente mutilate che venivano malmenate se a fine giornata non guadagnavano almeno 50 euro. Per i capi pene a 10 anni e otto mesi di carcere
Milano, mendicanti picchiati e ridotti in schiavitù: condannati cinque nomadi
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Picchiavano i mendicanti mutilati se non tornavano con almeno 30-50 euro dopo la giornata passata a chiedere l’elemosina per le strade di Milano. Per questo motivo cinque nomadi romeni sono stati condannati a pene comprese tra i 3 anni e 4 mesi e i 10 anni e otto mesi di carcere per i reati di associazione per delinquere finalizzata alla tratta e alla riduzione in schiavitù. La sentenza è stata emessa con rito abbreviato dal gup Alessandro Santangelo.

Le pene più pesanti sono state inflitte a Murat Asan e Isma Asan considerati i capi della struttura che sfruttava una ventina persone. Il gruppo non si limitava solo a riscuotere i soldi guadagnati dai mendicanti: organizzava i trasporti per lasciare le persone nei diversi punti della città, di notte li costringeva a dormire in stabili abbandonati e infliggeva ritorsioni in caso di guadagni troppo bassi. Pene più lievi, invece, per gli altri membri dell’organizzazione: 9 anni e 2 mesi per Samir Memet, 4 anni a Jeane Ibram e tre anni e 4 mesi a Cadrie Asan. Assolti infine altri due imputati.

Le indagini coordinate dal pm Piero Basilone e condotte dagli agenti della Polizia locale erano partite nel 2013 e si erano concluse con il blitz del novembre 2014 in cui erano state arrestate 14 persone. Sei di questi  sono a processo sempre in abbreviato davanti a un altro gup mentre un altro nomade è ancora latitante.

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