Prove tecniche di riavvicinamento tra Washington e Mosca sul futuro della Siria. In attesa del possibile incontro tra Barack Obama e Vladimir Putin atteso a margine della settantesima sessione dell’Assemblea generale dell’Onu, le due parti hanno avviato i contatti. Gli Usa “vogliono condurre colloqui diretti con la Russia” sul suo coinvolgimento militare in Siria, ha detto il segretario di Stato americano, John Kerry, che si trova a Londra. Si tratta, ha aggiunto Kerry, di un passo importante per cercare di risolvere la crisi nel Paese del Medio Oriente. Il capo della diplomazia statunitense ha spiegato poi che il presidente Obama spera che i colloqui possano tenersi “molto presto“.

In mattinata, riferiscono i media americani, il segretario alla Difesa Usa, Ash Carter, ha chiamato il collega russo per avviare colloqui militari sulla situazione in Siria. Il Pentagono ha confermato il colloquio telefonico parlando di “una discussione costruttiva” su come superare le divergenze e tentare a disinnescare la gravissima crisi provocata dalla guerra civile. I due si sono quindi lasciati con l’auspicio di proseguire il confronto nelle prossime settimane. “La conversazione ha dimostrato che nella maggior parte dei problemi discussi le opinioni delle parti sono vicine o coincidono”, si legge in un comunicato.

Si sono verificati anche contatti diretti tra le due sponde. Il ministero degli Esteri russo, citato da Interfax, ha fatto sapere che il rappresentante speciale di Vladimir Putin per il Medio Oriente, il viceministro degli esteri Mikhail Bogdanov, ha discusso oggi della soluzione siriana con l’ambasciatore americano a Mosca, John Tefft. La richiesta di incontro è stata avanzata dall’ambasciatore Usa. I due hanno parlato della soluzione della crisi siriana sulla base del comunicato di Ginevra del 30 luglio 2012.

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