Maroni-Virus

E’ stata come una rivelazione, un sogno che diviene realtà. Finalmente un leghista col rossetto, un padano trasgressivo, non più verde ma arancione. E che padano, poi! Ieri è ripresa la stagione di Virus, la trasmissione di Nicola Porro su Rai 2, e sono comparse le labbra di Roberto Maroni, il presidente della Regione Lombardia. Labbra diverse da quelle di Michele Emiliano, il collega pugliese che gli sedeva di fronte, e distinte da quelle di Porro che gli era accanto.

Maroni infatti esibiva delle labbra dal colore nuovo, una nuance che faceva pendant con l’asticella degli occhiali. Erano di un rosso arancio vivo, coraggioso, e sfidavano il pallore del suo volto.

Era Maroni o un altro? Erano davvero le sue labbra? Il sogno, col passare dei minuti, si è fatto realtà e Bobo, nella versione transgender, segna la rottura definitiva col machismo di Bossi, con la Lega primordiale e barbarica che abbiamo conosciuto. Non che lui in questi anni non abbia confermato una irriducibile stima per l’altro sesso, tanto da essere chiamato a dar conto – ultimamente – a viaggi premio assegnati a sue collaboratrici, nel solco della virtù da maschio generoso, specie coi soldi altrui.

Però ieri sera (a meno che quel che appariva rossetto fosse una traditrice pomata) aveva le labbra unte, dipinte di un colore tiepidamente femminile. Non sappiamo cosa ne pensi Salvini di questo look, né se voglia ricorrere anch’egli alla interessante rivisitazione estetica.

Sappiamo solo che la storia avanza, il mondo cambia, e anche la Lega fa faville. Celodurismo a chi?

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