Una chiamata al 911. L’intervento della polizia in una casa. Dentro, i cadaveri di sei bambini e due adulti. E’ successo a Houston, Texas, nella notte di sabato. Gli agenti hanno intravisto da una finestra dell’appartamento il corpo di un bambino sul pavimento. Sono entrati, ma l’uomo che era all’interno della casa ha iniziato a sparare.

A quel punto, i poliziotti hanno deciso di uscire. David Conley, 49 anni, si è barricato nella casa ed è stato necessario l’intervento dei negoziatori. Dopo più di un’ora di trattative, Conley si è arreso ed è stato immediatamente ammanettato. Gli agenti una volta entrati hanno scoperto il massacro, nelle tre camere da letto della casa. Sono questi i primi elementi diffusi dalle autorità texane tra cui l’uccisione del figlio di Conley. In serata la polizia ha chiarito meglio i rapporti tra Conley e le vittime, 5 maschi e 3 femmine, due adulti e sei bambini. Sembra che l’omicida avesse avuto una relazione con Valerie Jackson, 40 anni.

Da una prima versione, fornita dal presunto omicida, sembra che Conley abbia tentato di entrare in casa ma si è accorto che la serratura era stata cambiata da quando si era trasferito. Ha deciso di entrare lo stesso da una finestra aperta: una volta dentro ha legato e ucciso, sparando loro alla testa, tutte e otto le vittime, inclusi sei bambini.

Sono tre i capi di accusa, fra i quali l’omicidio di un bambino di meno di sei anni, mossi nei suoi confronti. Conley è accusato di omicidio multiplo e al momento è detenuto senza possibilità di cauzione. Vanta una lunga fedina penale, che inizia nel 1988: dai documenti depositati in tribunale emerge che è stato arrestato lo scorso mese per la presunta aggressione di Valerie Jackson, trovata senza vita oggi assieme a suo marito e ai sei bambini. Nel 2013 era stato accusato per aggressione aggravata contro la stessa donna, che era stata minacciata con un coltello. Conley si era dichiarato colpevole ed era stato condannato a nove mesi di carcere.

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