Un depuratore consortile che scaricherà a mare. È il progetto che il governatore della Puglia, Michele Emiliano, ha ereditato dal suo predecessore Nichi Vendola. Un depuratore che, se realizzato a Manduria (in provincia di Taranto) scaricherà i liquami in due aree protette considerati “Siti di interesse comunitario” (Sic). Stando al progetto, già appaltato, lo scarico avverrà vicino a una prateria di Posidonia, tra la Salina dei Monaci e il fiume carsico Chidro, in uno specchio d’acqua antistante la spiaggia di San Pietro in Bevagna, frazione di Manduria. Contro questo progetto, che ha ottenuto anche il certificato Via da parte della Regione Puglia, è nato il comitato “No scarico a mare” che da anni si sta battendo per impedirne la costruzione. “Si vuole tutelare un appalto e non un territorio“, spiega il presidente del comitato Mimmo Fontana, affiancato dal docente universitario Mario Del Prete, secondo il quale “lo scarico a mare non solo è un errore progettuale, ma sarà un danno all’ambiente irreparabile”. Intanto, i Verdi hanno presentato un esposto alla Procura di Taranto.”Perché – si domanda il portavoce degli ambientalisti Gregorio Mariggiò – costruire un collettore per più di 50mila abitanti se gli utenti sono al massimo 22mila?”. Con loro anche il vicesindaco di Avetrana, Alessandro Scarciglia: “Non si tratta di un depuratore ma di un collettore che dovrebbe frullare i liquami per poi gettarli a mare”. “Non mi sono reso conto che Nichi Vendola era il governatore sbagliato”, sottoliena il neo consigliere regionale Giuseppe Turco che aggiunge: “Sono convinto che il governatore Emiliano troverà la soluzione migliore”. Il presidente della Puglia, infatti, nei giorni scorsi ha preso le distanze dal progetto del suo predecessore. Adesso però servono atti concreti. E il consigliere Turco ribadisce: “Ci sarà una guerra in Consiglio regionale”
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