“Un minuto di silenzio sarà osservato in onore di Jules Bianchi prima dell’inizio della gara di questo fine settimana in Ungheria” ha comunicato la Fia dal sito ufficiale. Dopo il ritiro del suo numero, il 17, annunciato da Jean Todt, presidente della federazione, ecco un’altra occasione per ricordare il pilota 24enne che è morto venerdì 17 luglio, dopo aver lottato nove mesi all’ospedale universitario di Nizza, a causa delle lesioni alla testa subite nell’incidente del Gp del Giappone 2014.

Al funerale che è stato celebrato ieri nella cattedrale di Sainte-Réparate di Nizza, città natale di Bianchi, hanno partecipato diversi piloti e esponenti delle due scuderie con cui il francese aveva corso: Marussia e Ferrari. Tra i molti che hanno voluto rendere omaggio anche il due volte campione del mondo Lewis Hamilton, rimasto colpito da questa morte. “Porterò Jules con me nelle mie preghiere e nei miei pensieri, non solo in questa gara, ma per il resto dei miei giorni al volante” ha detto l’inglese a margine della conferenza in vista del prossimo Gp sul circuito di Hungaroring. “Dire addio a Jules è stato incredibilmente difficile per tutti. Avrei voluto conoscerlo meglio. Ma da quello che sapevo di lui, era un cuore gentile con un grande spirito e un futuro luminoso” ha aggiunto.

La morte del talento di scuderia Ferrari ha scioccato il mondo della Formula 1. E’ stato il primo pilota di F1, dopo il tre volte campione brasiliano Ayrton Senna, a morire a causa di un incidente in pista. E ha ricordato di nuovo le minacce di questo sport. Hamilton ha fotografato la situazione: “Abbiamo visto ancora una volta i pericoli della Formula 1. Finora abbiamo fatto grandi progressi per la sicurezza e so che la Fia continuerà a fare passi avanti per migliorare ancora”. Tornando alla gara di domenica in Ungheria, il campione in carica ha dedicato la prestazione a Bianchi: “So che avrebbe voluto vederci correre al massimo e così sarà”.

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