Gli studenti della maturità che oggi sono chiamati allo svolgimento della prima prova hanno trovato fra le tracce della tipologia B anche quella in ambito tecnico-scientifico, che chiede una riflessione sull’evoluzione tecnologica che cambia il modo di comunicare. “Lo sviluppo scientifico e tecnologico dell’elettronica e dell’informatica – riporta il testo del Miur pubblicato da Skuola.net – ha trasformato il mondo della comunicazione che oggi è dominato dalla connettività. Questi rapidi e profondi mutamenti offrono vaste opportunità ma suscitano anche riflessioni critiche”.

Una traccia innovativa? No, per niente. Perché, come spiega il sito, il rapporto con le nuove tecnologie è stato proposto svariate volte in passato per questa tipologia di tracce: Tecnologia Pervasiva (2014), Scienza e tecnologia (2012), Social Network, Internet, New Media (2009), Conoscenza, lavoro e commercio nell’era di Internet (2002), da Gutenberg al libro elettronico: modi e strumenti della comunicazione (2000).

Stavolta all’esame di maturità approda lo smartphone e la cultura dei “sempre connessi”. Tra i materiali, Maurizio Ferraris “Dove sei? Ontologia del telefonino” e Daniele Marini “Con smartphone e social è amore (ma dopo i 60 anni)”.

I due brani analizzano l’evoluzione dei rapporti sociali grazie al telefonino e allo smartphone. L’iper-reperibilità e il controsenso della solitudine nel momento in cui “l’utente non è raggiungibile” nel primo testo. I cambiamenti che nella vita quotidiana ha apportato lo smartphone il secondo. Il brano di Ferraris mostra come la comunicazione ha reso “fluida” la vita di ogni individuo, tanto da annullare la separazione tra vita familiare e vita lavorativa, tanto che ha reso difficile separare gli ambiti, anche più intimi, della propria esistenza.letteratura

Commenti - Non perdere ogni mattina gli editoriali e i commenti delle firme Fatto Quotidiano.

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

La Buona scuola già esiste: è senza zaino

next
Articolo Successivo

Scuola, niente assunzioni: #lacattivapolitica

next