Un film che sarebbe piaciuto a Pasolini, protagonisti assoluti gli umiliati e gli offesi, i “vinti” della società. Per tornare a conferire loro centralità e importanza, e una paga sindacale alla giornata. Un film interpretato dai senzatetto del centro polifunzionale “Train de vie” di Pescara che si occupa di chi, per tanti motivi, finisce sulla strada. Il SuperMercato, questo il nome del progetto, ha però bisogno di contributi per vedere completamente la luce. È stata così avviata una campagna di crowdfunding: mancano meno di due mesi alla sua scadenza prefissata.

In tutto bisogna raccogliere 50mila euro (qui la pagina del crowdfunding). In cambio della donazione (minimo 5, massimo 2mila euro) ringraziamenti digitali o speciali, il nome e magari anche la foto nei titoli di coda, un biglietto per la prima, una maglietta o una borsa, una comparsata o una giornata con la troupe, fino alla possibilità di diventare produttori della pellicola, con percentuali crescenti.

“Questo film nasce dal sogno di un gruppo di persone, senza nessun produttore alle spalle. Produzione, inclusi pre e post, costano 190mila euro. Dobbiamo raccogliere 49mila e 900 euro per poter girare: è il costo del noleggio delle attrezzature e delle paghe delle 23 persone impiegate. E dobbiamo girare al più presto, entro l’estate: la vita di chi è per strada è già troppo precaria per poter chiedere ai nostri attori di fermare le loro esistenze in attesa di qualcosa – spiegano i due registi, Maria Grazia Liguori e Francesco Calandra -. Non preoccupatevi se non avete grandi risorse. Anche una piccola donazione può fare la differenza. In ballo c’è molto di più del nostro lavoro. C’è la possibilità di dimostrare che non siamo ciechi di fronte agli ‘invisibili’ della società. Che il destino di queste persone ci appartiene e vogliamo tendere quella mano che è mancata quando ne avevano più bisogno”.

Tutto inizia con un laboratorio cinematografico “particolare”. Tre ore due volte a settimana, per più di tre mesi; dieci persone, che di notte dormono all’addiaccio e di giorno mangiano alla mensa della Caritas, non mancano un appuntamento. Si costruiscono insieme i personaggi, gli intrecci, la trama. Ed è subito intesa e incanto. Basta poco per rimettersi in moto.

“Guarda che nessuno di noi ha deciso di vivere in strada”, dice Giancarlino, uno degli attori de “Il SuperMercato”. Con lui “recitano” Peppe, Vittorio, Aidi, Fzain, Erika e Pierpaolo. Tra loro ci sono anche nuovi poveri, tali perché privi di un paracadute sociale, sfollati da una vita decorosa, vittime sacrificali di una guerra mai pronunciata. Il confine con il baratro è sottile e mobile per chiunque.

“Costruire una casa per i nostri senzatetto? Perché no? – aggiungono Liguori e Calandra -. Certo, non si tratta di una casa fatta di mattoni, ma della propria interiorità, del restauro della propria autostima, dello spolvero dell’entusiasmo per la vita e le cose belle, della messa a fuoco di un nuovo senso di se stessi, degli altri, della vita. Così, nella nostra fantasia, è apparso un gruppo di sventurati che decide di realizzare il grande colpo al supermercato. Giriamo un film!”.

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