Fuoco incrociato. Sulla Fifa e sul presidente Joseph Blatter. Che ora non deve temere solo il lavoro della Fbi, ma anche gli 007 di casa sua, la Svizzera. Sì, perché mentre scattavano le manette ai polsi di sette alti dirigenti del gotha del calcio mondiale al Baur au Lac hotel, parallelamente la giustizia elvetica sequestrava dati e documenti elettronici all’interno della sede Fifa di Zurigo. Il motivo? Un’inchiesta parallela per indizi di criminalità nell’assegnazione delle Coppe del Mondo di calcio 2018 e 2022. Ovvero per le due competizioni che al momento non sono la causa degli odierni provvedimenti della Fbi (che però indaga anche su questo). Tradotto: un terremoto di proporzioni e con effetti ancora non calcolabili.

I presupposti, però, non fanno dormire sonni tranquilli ai boss del pallone. Gli inquirenti elvetici, del resto, sospettano l’esistenza di attività fraudolenta e riciclaggio di denaro. Le indagini -hanno precisato le autorità – non sono dirette contro nessuno in particolare. L’accusa, inoltre, ha ordinato a varie istituzioni finanziarie svizzere di fornire alcune coordinate bancarie pertinenti all’inchiesta. “I dati elettronici e i documenti sequestrati oggi, così come i dati bancari, servono sia per il procedimento penale svizzero sia per il procedimento penale all’estero” ha spiegato il procuratore. Tuttavia, secondo le autorità svizzere, non esisterebbe al momento nessuna connessione tra l’inchiesta e l’arresto degli alti funzionari Fifa avvenuta questa mattina.

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