di Carblogger

Il digitale e i social come opportunità di crescita. Non si è parlato praticamente di altro la scorsa settimana all’Automotive Dealer Day 2015 di Verona. Qualche concessionario forse non lo ha capito e ragiona ancora secondo vecchi schemi, la maggior parte però sembra ormai sicuro (anche spinto dalle Case, come si racconta in questo post): una parte (grande) del business si giocherà sul web. E sui social.

Il tutto senza limiti apparenti. Tra i diversi speakers ho assistito alla presentazione di Patricia Consonni, manager di Facebook Italia. I numeri della forza della piattaforma social sono incredibili: “Il nostro paese è quello che in Emea, Europa, Medio Oriente e Africa, ha più amici su Facebook. Il 77% degli iscritti a Facebook, entra almeno una volta al giorno sul social e circa 26 milioni di persone ogni mese visitano la piattaforma”.

Il manager ovviamente non ha lesinato suggerimenti ai concessionari su come sfruttare le enormi potenzialità commerciali di Facebook. Il tutto sembra ruotare su un aspetto: se cerchi un cliente, su Facebook lo trovi. Ma non uno qualunque: se devi vendere una city car rossa, il social è in grado di metterti in contatto con tutti coloro che amano le city car rosse. Ottimo. Per i concessionari. E la privacy? Che ne direbbe il garante?

Twitter @carblogger_it

Riceviamo e pubblichiamo la seguente risposta di Facebook Italia

Facebook è costantemente impegnata a garantire la privacy e la sicurezza dei dati e delle persone che accedono alla piattaforma. In questo contesto, Facebook non condivide con gli inserzionisti pubblicitari i dati personali di chi usa il social network. Le aziende che pianificano campagne pubblicitarie su Facebook possono accedere solo a informazioni aggregate (ad esempio, informazioni demografiche) nei report che Facebook condivide con loro per dimostrare le performance delle loro campagne. Inoltre, le persone possono fare opt-out rispetto alla pubblicità basata sugli interessi attraverso gli strumenti appositi messi a disposizione dalla Digital Advertising Alliance, dalla European Interactive Digital Advertising Alliance o dalla Digital Advertising Alliance of Canada. Attraverso questi strumenti è possibile fare opt-out dalla pubblicità basata sugli interessi su Facebook e più di cento altre aziende. Le persone possono anche fare opt-out usando le proprie impostazioni sul telefono. Facebook rispetta questa scelta su qualunque dispositivo attraverso cui si acceda alla piattaforma, che sia il telefono, tablet o pc desktop – un portavoce Facebook

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili

RIVOLUZIONE YOUTUBER

di Andrea Amato e Matteo Maffucci 14€ Acquista
Articolo Precedente

Auto: incentivi Fiat anche a maggio?

next
Articolo Successivo

Fca, panico in casa Marchionne: cercasi partner industriale

next