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Arresti domiciliari per il cane dell’amministratore delegato del Fatto

Per dieci giorni Sally, famosa per essere la testimonial della newsletter del quotidiano, non potrà lasciare il giardino di casa. Cinzia Monteverdi: "Sono mortificata, pur essendo l'ad di un giornale che difende i diritti di tutti, ho un cane dall'indole leghista"
Arresti domiciliari per il cane dell’amministratore delegato del Fatto
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Dieci giorni di arresti domiciliari: Sally ha infranto la legge e deve pagare. Non potrà andare oltre la cancellata del giardino di casa. E le forze dell’ordine periodicamente passeranno a controllare che sia sotto sorveglianza nel cortile, che non abbia superato i limiti consentiti per una pisciatina o, ancora peggio, per andare a cercare ossi nel giardino del vicino. Pare che le pattuglie si daranno il turno per controllare che Sally, il Jack Russell dell’amministratore delegato del Fatto Quotidiano Cinzia Monteverdi, famoso per essere il testimonial della newsletter del Fatto, rispetti la legge.

Il fattaccio è avvenuto alle 11 di una mattina di sole a Carrara. Sally, poco più di 8 chili, stava passeggiando al guinzaglio sul viale principale della cittadina toscana quando si sono avvicinati due senegalesi per chiedere un’offerta. Lì il Jack Russel ha rivelato tutta la sua impudenza cominciando ad abbaiare e morsicando la caviglia di uno dei due (senza lasciare danni). I vigili urbani sono tempestivamente intervenuti per riportare l’ordine. “Sono mortificata”, ha dichiarato ancora scossa Cinzia Monteverdi, “pur essendo l’amministratore delegato di un giornale che difende i diritti di tutti, compresi quelli degli extracomunitari, ho un cane dall’indole leghista”.Vauro

Del resto, Sally è una vecchia conoscenza per le forze dell’ordine del nostro Paese. Qualche anno fa è stato trovato a viaggiare nel vagone di un modernissimo treno regionale con certificati e documenti in regola, ma senza carta d’identità appresso. “L’avevamo scordata a casa”, si era giustificata Monteverdi, “e sui Frecciarossa non è richiesta. Non sapevo ci fosse questa disparità di regole”. Per fortuna agli occhi dei vigili controllori l’inosservanza è stata subito registrata e sanzionata: multa di 8 euro pagata sul posto. Perché non accada mai più.

Visto che sono questi i fatti, la redazione de ilfattoquotidiano.it non può che appellarsi alla clemenza della Corte.

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