Diversi anni dopo, nel 1998 venne in Italia Woody venne in Italia per una serie di concerti con una sua jazz band. A Roma tenne un concerto al Teatro Sistina zeppo fino all’inverosimile ma non so quanti di quei presenti conoscessero il jazz. Alla fine ci ritrovammo tutti all’Hotel Majestic per una cena organizzata dalla Telecom.

Erano state approntate due pedane sulle quali si alternarono molti dei musicisti presenti. Woody si intrattenne per diverso tempo con il non dimenticato clarinettista Tony Scott poi raggiunse il suo tavolo a fianco alla pedana dove poi ci esibimmo. C’era il fior fiore del jazz romano; tra gli altri, Romano Mussolini, Gianni Sanjust e Carlo Loffredo sempre pronto a far da catalizzatore in serate del genere. Della band di Woody facevano parte anche il trombonista Dan Barrett, il banjoista Eddie Davis, la pianista Cynthia Sayer e il trombettista Simon Wetthenall e alcuni di loro si unirono a noi in jam session.

Chiamammo Woody che era seduto al tavolo sotto il palco dove stavamo suonando e lo invitammo a suonare con noi, ma lui si rifiutò. Prima della fine della serata Adriano Mazzoletti organizzò un foto storica con tutti i musicisti presenti per la stampa. La cosa divertente fu che il giorno dopo, l’organizzatore infuriato chiamò Mazzoletti e gli mostrò le foto in cui appariva Carlo Loffredo con l’indice e il mignolo della mano destra dietro il capo di Woody Allen che accennava le tradizionali “corna”. Si dovette ricorrere a un grafico per correggere quelle immagini. A Loffredo chiedemmo perché lo avesse fatto e lui rispose: “Così impara! Un musicista di jazz non rifiuta mai di partecipare a una jam session, e poi di quella portata!”

Molti musicisti storcono il naso quando si parla di Woody Allen clarinettista; io non sono d’accordo perché evidentemente costoro non conoscono la musica di George Lewis a cui lui si ispira. Allen è un discreto clarinettista che suona quel particolare stile di New Orleans che se non si conosce non si può apprezzare. Il fatto è che lui proprio non è simpatico, proprio, come come ho già detto, come i personaggi che interpreta nei suoi bellissimi e indimenticabili film.

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