L’elezione di Sergio Mattarella? “Un colpetto al patto del Nazareno. E’ la definizione che Pierluigi Bersani usa per definire l’elezione del nuovo capo dello Stato. Se nel patto del Nazareno ci fosse anche un accordo sul Quirinale “non si è mai saputo – ha detto l’esponente della minoranza dem a Che tempo che fa –  e io non lo so, ma credo che certamente Mattarella non potesse mai essere stato contemplato neanche eventualmente. Un colpetto quindi c’è stato”. Ma il colpetto è solo quello inferto all’alleato Silvio Berlusconi perché, assicura l’ex segretario del Pd, nel voto sul Colle “si è assolutamente dimostrato” che “ci siamo”, che la minoranza Pd non ha nessuna tentazione di scissione.

Il clima con la maggioranza sembra disteso: “Penso anche io che la legislatura possa arrivare al 2018. La stabilità dipende dal Pd: non sarà mai un problema avere una maggioranza. E la stabilità la si ottiene parlandosi, perché i partiti sono fatti di diverse opinioni che devono trovare una sintesi”. Anche il rapporto con il leader democratico. “Renzi è spregiudicato o fuoriclasse? È molto agile, ha delle grandissime capacità e ha anche tempo per migliorare – spiega Bersani, rispondendo a una domanda di Fazio sulle caratteristiche del premier – questi passaggi lo aiuteranno a migliorare le sue capacità”.

Dopo la pausa per l’elezione del Colle, torna l’appuntamento con le riforme. “Non c’è il problema a fare riforme – assicura l’ex ministro dell’Economia – il problema è se le stiamo facendo per bene e sono sufficienti e se forse ce ne vuole anche qualcuna più secca. Va bene farle purchè non si dica che se uno apre bocca ‘si vogliono bloccare le riformè”. Ma per Bersani due cose devono essere fatte, e subito: “Il nostro problema si chiama lavoro. Il Jobs act ha del buono, ma ci sono cose meno buone che spero verranno corrette come il licenziamento collettivo“. Anche l’Italicum ha bisogno di qualche correzione: “Alla Camera già l’altra volta fu approvata ed il nostro capogruppo disse che noi chiedevamo che si riflettesse su due o tre questioni. La riflessione è stata tranne che sul tema base dei capilista bloccati: una cosa che per per molti di noi è ingiusta, e anche squilibrata. Sono fiducioso che si possa correggere“.

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