“Io non sono razzista ma…” è stato uno dei nostri cavalli di battaglia, quel lungo elenco di luoghi comuni xenofobi presi in giro dai geniali versi di Enzo Costa e più volte ripresi nelle performance teatrali del Suq e dei nostri ragazzi. Se n’è andato così, d’improvviso, lo scrittore “umorista umorale” – come amava definirsi –, firma storica della satira italiana, da Cuore a Smemoranda al famoso Lanternino quotidiano su Repubblica Genova, la sua città. Lasciando un vuoto riempito solo dalle sue stesse parole canzonatorie, poesie, filastrocche, dialoghi, versi e prose da sempre pungenti e scoppiettanti sulle cronache politiche, i valori, i costumi.

enzo costa

Per noi, per il Suq, Enzo Costa è stato un amico e un compagno di “parole contro il razzismo”, una presenza fissa anche fisica (nonostante i suoi problemi di salute riducessero a pochissime le sue uscite). Ospite di tavole rotonde, letture teatrali tratte dai suoi testi, protagonista della serata Quanto Costa al Teatro Duse, un paio d’anni fa, a lui dedicata da Carla Peirolero, Roberta Alloisio, Giampiero Alloisio, Enrico Campanati (guarda estratti video).

Uno degli esordi della Compagnia dei Giovani del Suq è stato proprio Imbarazzismi, la messa in scena degli ironici luoghi comuni, in parte tratti dal libro di Kossi Komla Ebri ma integrati con i fulminanti scritti di Enzo per rappresentare il velato razzismo odierno, della serie “non sono razzista ma…”. Vogliamo salutarlo, omaggiarlo e ricordarlo continuando nel nostro lavoro a seminare educazione al dialogo, amore per l’arte, e ironia, e vi rimandiamo al suo ampio lavoro raccolto sul sito www.enzocosta.net e sul blog http://lanterninoenzocosta.blogspot.it/

Giovedì 29 gennaio alle 17.30 a Genova, presso il Museoteatro Commenda di Pré, la chiusura della mostra di Enzo Costa e Aglaja sarà l’occasione per The long goodbye, un lungo arrivederci a Enzo con gli amici che hanno incrociato le sue preziose parole nell’arte, politica, lavoro, amicizia. E qualcuno, in questi giorni di satira e libertà d’espressione sotto i riflettori, ha pensato di omaggiare il lavoro di Enzo Costa scrivendo in rete #jesuisenzo.

Giacomo D’Alessandro

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