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Rimini, trovati tre cadaveri in una casa. Si ipotizza omicidio-suicidio

Le vittime, un'adolescente, la madre e il suo compagno, sono tutte di origine sudamericana. L'uomo aveva i polsi tagliati. Potrebbero essere morti più di un mese fa
Rimini, trovati tre cadaveri in una casa. Si ipotizza omicidio-suicidio
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I cadaveri di tre persone, una ragazzina di 16 anni, la madre e il suo compagno, sono stati trovati nel tardo pomeriggio in un appartamento di Misano Adriatico, in provincia di Rimini. Dopo i primi accertamenti sui corpi, gli inquirenti hanno ipotizzato che la morte potrebbe risalire a più di un mese fa. Si pensa a un omicidio-suicidio, mentre inizialmente non era stata esclusa l’ipotesi di un’intossicazione da monossido. L’uomo aveva i polsi tagliati. Le vittime sono tutte di origine sudamericana:  il 46enne Alvaro Alonzo Cerda Cedeno era ecuadoriano, mentre le due donne, Adriana Andrea Stadie, di 44 anni, e la figlia Sophie Annette erano argentine. Della famiglia, immigrata regolare, non si avevano notizie dal 21 novembre scorso.

I carabinieri di Misano e di Riccione, giunti sul posto, hanno trovato la madre e la figlia in una stanza, abbracciate su un letto matrimoniale, vestite da casa e con le scarpe, una distesa sulla schiena e l’altra di fianco. Non avrebbero ferite né vi sarebbe sangue sul letto. L’uomo, che invece non portava scarpe, era disteso a terra in corridoio, vicino alla porta d’ingresso, con una profonda lacerazione ai polsi, mentre a terra e sul divano vicino al corpo era pieno di sangue. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Cerda Cedeno si sarebbe tagliato i polsi sul divano, morendo dissanguato. Nell’appartamento non sono state trovate armi.

L’allarme per la scomparsa è stato dato dal padrone di casa, che abita al piano superiore. I carabinieri hanno trovato la porta dell’appartamento chiusa dall’interno. I vigili del fuoco hanno aperto il portone per far entrare i carabinieri nel piccolo appartamento, trovato in disordine, con una coperta a terra vicino al divano e i segni di una possibile colluttazione. Nella buca della posta è stata trovata una lettera di un liceo riminese frequentato dalla figlia. Si pensa che la scuola abbia tentato di avvisare i genitori delle assenze della ragazzina.

Nessuno dei familiari aveva precedenti alle spalle, mentre i vicini parlano di una vita normale. L’uomo aveva un lavoro regolare come aiuto cuoco, la compagna invece lavorava saltuariamente in una pasticceria. L’affitto lo versavano regolarmente e non avevano avuto problemi legati a questioni economiche. Anche la gelosia al momento pare esclusa. I vicini dicono che la famiglia aveva un cane e un gatto, anche se in casa non è stato trovato nessun animale. L’auto del 36enne è stata invece trovata parcheggiata non lontano e regolarmente chiusa. L’unico parente che risiede in Italia è il padre della donna. L’uomo però momentaneamente si trova in Argentina.

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