Per un Marchionne più che rilassato a Detroit (perfino sull’auto ibrida), un terzo partner per Fiat Chrylser Automobiles (Fca) è un “passaggio dovuto”. E “strategico”, per il quale “non ho nessuna restrizione”. Una risposta e insieme una non risposta quando gli chiedo se è sempre dell’idea di cercare un’altra alleanza e di delineare almeno il profilo ideale del ricercato. Se gli avessi indicato dei nomi, avrebbe risposto genericamente che “parla con tutti”, come ha fatto in altre occasioni.

Tutto dipenderà però anche da quanto appeal può avere un gruppo ancora fortemente indebitato e con un piano industriale al 2018 cui pochi analisti credono, soprattutto per la sfida dell’Alfa Romeo.

Marchionne insomma cerca ancora, “non so se avverrà quest’anno”, perché la condivisione degli oneri di sviluppo nel mondo dell’auto necessitano di queste alleanze, sono “uno sforzo immane”. Il presidente di Fca, John Elkann, al suo fianco apre bocca per confermare con soddisfazione questa ricerca di partner, “soprattutto dopo avere fatto la fusione tra Fiat e Chrysler”.

Marchionne cita l’impegno di il miliardo di euro per Fiat 500X costruita a Melfi insieme alla Jeep Renegade. Fabbrica per la quale ha confermato la fine delle cassa integrazione per i 5.418 dipendenti, “l’inserimento di 1.000 nuovi lavoratori entro tre mesi” e lo spostamento temporaneo di 350 persone da Cassino, dove regna ancora la cig.

Si tratta di quasi 7.000 persone, tante (o troppe) per una fabbrica la cui capacità produttiva annua è di “oltre 300.000 unità”, ha detto Marchionne per la prima volta, più le Fiat Punto prodotte sulla seconda linea, di cui nel 2014 ne sono state vendute 80.000. Ma intanto per il lavoro è finalmente una buona notizia.

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