di Carblogger.it

La mail con l’allegato firmato da Fca Corporate Communications che martedì 16 dicembre mi è arrivata (ancora) da Torino, faceva un certo effetto: “Fiat Group Automobiles annuncia che da ieri il nome della società è cambiato in Fca Italy Spa“. Il comunicato spiega ciò che già so, la fusione e la nascita della nuova società hanno bisogno di corporate identity e cose così, per cui cambieranno nei prossimi mesi anche i nomi delle regioni in cui opera il nuovo soggetto multinazionale.

Insomma, Fiat non esiste più anche se il marchio continuerà a ornare modelli come 500 e Panda (e altri a seguire, speriamo) e a far parte ovviamente dell’acronimo del gruppo. Non portando più da tempo i pantaloni corti, la notizia è quasi straniante. La storia, l’auto di famiglia, la tangibilità di un nome su cui ho lavorato per anni restano, ma non ci sono più.

Però Italy in inglese, Marchionne ce lo poteva risparmiare. Eppoi dalla bellezza del latino, fiat, sia fatta (la sua volontà).

Faccio un giro sul web e dall’altra parte dell’oceano scompare anche il nome Chrysler. Anzi: via Chrysler Group Llc, al suo posto Fca Us Llc. Lì il marchio fa pure 90 anni nel 2015, Walter P.Chrysler ha intestato un grattacielo a suo nome a Manhattan, trovo su Jalopnik (sito niente male per disinvoltura, suo lo scoop fotografico alla vigilia del reveal al Salone di Ginevra della Jeep Renegade che ha fatto innervosire non poco la comunicazione del gruppo) una battuta degna: “Almeno stiamo parlando ancora di Chrysler al presente”.

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