Partire partirai partir bisogna
e per partire parti
mi piace di pensarti dentro il treno
che guardi fuori dal tuo finestrino
è notte o forse presto nel mattino
io non ne posso più di treni
tu sei contenta invece?
ci fosse i finestrini di una volta
ti immagino che prendi il vento in faccia
e nei capelli scompigliati che ti trovi.
Partire partirai partir bisogna
e quando parti quando che sei lì sul treno
da sola o insieme a qualche d’uno
ricordati che ci sta qualcuno
che te pensa.
Anvedi
a forza d’ascortà er Califfo
me viene sta parlata un poco strana
me viene da poetà come un ragazzo de borgata.
Partire partirai partir bisogna
io resto.
Ti penso un po’ lontana
non ti spero ma so
che siamo destinati ad acchiapparci il mondo
e so che torni
perché ce l’hai un motivo.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Gianrico Carofiglio: quando conoscere il proprio idolo può essere deludente

prev
Articolo Successivo

‘Biancaneve’ di Maurizio Lombardi: quando a teatro l’intrattenimento è ricercato

next