Talvolta sembra proprio vero che tutto sia già stato detto o scritto. Leggo  “Napoli ’44” uno straordinario reportage sotto forma di diario scritto da Norman Lewis durante l’occupazione alleata di Napoli. L’ufficiale inglese, giunto in Italia con l’8° armata, viene posto di stanza a Napoli ed affidato ai servizi segreti militari, con il compito di riportare al Comando Alleato ciò che possa avere rilevanza nel tessuto sociale e politico del tempo. Lewis si integra perfettamente nella scena convulsa, confusa, a volte persino boccaccesca, dell’Italia meridionale devastata dalla guerra e dà prova di essere un formidabile memorialista.
 
Trasecolo quando leggo queste righe che cito testualmente: “6 settembre… L’ultima volta che sono stato al Comando, con mia grande sorpresa mi hanno trovato un incarico ben definito:
indagare sulle intenzioni di un partito politico clandestino che opera nella zona: con nostra benedizione si sono costituiti qualcosa come 65 partiti politici, i quali parteciperanno alla furiosa rissa democratica che prevedibilmente si scatenerà quando saranno indette le elezioni…Alcuni vengono considerati più risoluti e sinistri, e tra essi quello su cui dovevo indagare,  si chiama “Forza Italia!” e si sospetta di simpatie neofasciste.”
 
Che ci crediate o no, questo è davvero il nome, con tanto di punto esclamativo. Il libro viene pubblicato da Adelphi nel 1993. Berlusconi fonda il suo partito 18 gennaio del 1994, pochi mesi dopo. Ricordo ancora l’enfasi degli spot, le adunate oceaniche (come le chiamava Mussolini), lo sventolio di tricolori e gli inni cantati a squarciagola di tutto l’ambaradam di Forza Italia.
Riprendo il libro e di Forza Italia d’antan trovo di peggio:
‘I miei contatti a Benevento lo liquidano con disprezzo come l’ennesimo, fanatico movimento di destra appoggiato dai proprietari terrieri e dalla mafia rurale, capeggiata da un latifondista suonato che sostiene di essere la reincarnazione di Garibaldi’.
 
Mafia?Leggo bene? Come non pensare ai futuri eredi di Forza Italia e ai loro processi per associazione a delinquere di stampo mafioso?
Intanto il nostro scaltro ufficiale si reca pure a un comizio: 
Nel profondo Sud i comizi politici si tengono la mattina presto, in modo da evitare la calura e spesso offrono il pretesto per organizzare una fiera.
I comizi di questi giorni sono sempre la solita solfa, uno vale l’altro. Il pubblico italiano apprezza l’oratoria al di là del contenuto, ed è affascinato da quell’esibizione di fuochi d’artificio verbali cui in genere si ricorre per nascondere la mancanza di un pensiero originale.
 
Sembra un vecchio vizio degli italiani di bersi la comunicazione, anche se le idee mancano. Conclude il nostro:
Sono rimasto lì per un po’. Avevo una sensazione di assoluto isolamento. Dopo un’ora mi sono reso conto che sapevo tutto quello c’era da sapere sul movimento “Forza Italia! 
 
Bravo Norman, noi invece ci abbiamo messo vent’anni!
 
@piromallo
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