Adorano le strade polverose, annusare vecchi dischi di rock blues a 78 giri e riesumare giocattoli dimenticati in vecchie  mansarde. I Pocket Chestnut – le castagne tascabili, nome che deriva da un antico rimedio campagnolo contro il raffreddore – sono una band alternative folk con le orecchie puntate verso la provincia americana e i piedi ben piantati in quella lombarda, nata nel 2010 e formata da Pol (chitarre, voci) Roob (chitarre, voci) Tum (voce, giocattoli, chitarra suonata male) e Ted (Batteria, voci).

Con la loro musica ripercorrono a modo loro le autostrade del folk rock, dopo aver a lungo ammirato i tanti gruppi dediti al genere. In cuor loro sperano di riuscire a eguagliare il successo ottenuto da altre grandi band del passato. Le capacità e il talento ci sono senz’altro e a dimostrarlo è il loro secondo album intitolato Big Sky Empty Road, con il quale pescano nella tradizione dell’alternative country americano e in un immaginario d’altri tempi. Da ascoltare rigorosamente on the road per un viaggio immaginario fatto di 10 canzoni che raccontano storie che non hanno nessuna ambizione se non accompagnare chi ascolta, senza mai imporre una meta. Il disco è disponibile da aprile su Spotify, iTunes, Bandcamp, tutti gli store digitali, stampato dall’etichetta padovana Dischi Soviet Studios e distribuito nei negozi di dischi superstiti tramite Audioglobe.

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Peter Gomez

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