Non c’è sosta alle dichiarazioni ex post sul latte versato in Alitalia. Dopo la richiesta di un “riconoscimento” formulata da un risentito Roberto Colaninno all’indomani delle nozze con Etihad, martedì è stato il turno del presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Che, quasi dimenticando di non essere all’opposizione e di aver approvato gli ultimi accordi sul salvataggio Alitalia che costerà allo Stato almeno 600 milioni di euro, si è speso in un’importante dietrologia.

Innanzitutto l’ammissione. Abbiamo sbagliato a dare soldi pubblici ad aziende come Alitalia? “In alcuni casi sì, bisogna avere il coraggio di farle fallire alcune aziende che sono dei carrozzoni, ma bisogna anche far pagare i manager che hanno buttato via i soldi invece di dargli il premio di produzione. Le regole ci sono già, basterebbe applicarle”, ha detto l’ex rottamatore davanti alle telecamere di Millennium. anche qui dimenticando di essere l’uomo giusto, nella posizione giusta, per farle applicare queste regole. 

“Il problema è che molto spesso si è preferito in Italia far finta di niente”, ha chiosato sottolineando come quello che è mancato ad Alitalia in passato è anche “una capacità di guida manageriale forte”. E poi è passato alle promesse. “E’ del tutto doveroso”, non indirizzare più fondi pubblici ad Alitalia, “ne abbiamo messi talmente tanti, di soldi pubblici, che sarebbe inaccettabile“.

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