Riportiamo qui sotto la risposta che Legambiente ha pubblicato sul suo sito relativamente al nostro articolo ‘Legambiente fa business con l’ecologia. I dubbi degli esperti: “E’ una onlus”’.

E’ proprio il caso di dire: dacci oggi la nostra diffamazione quotidiana. Similgiornalisti d’inchiesta continuano a denunciare il business di Legambiente. Strana coincidenza, domani presentiamo il Rapporto Ecomafia ed un giornale online (trovate sotto il link) decide che il problema principale di questo Paese siamo noi di Legambiente e la nostra partecipazione in società private. Meritiamo la prima notizia dell’home page addirittura! Proviamo rabbia certo ma soprattutto disgusto e tristezza. Per attaccare chi da anni denuncia e lotta per la legalità in questo Paese si cerca di gettare fango sul lavoro di migliaia di cittadini impegnati che rappresentano la parte bella e vitale di questo martoriato Paese. Volontari ma non sciocchi che attraverso il sistema associativo hanno il pieno potere di verificare e chiedere conto al gruppo dirigente dell’associazione. Come e cosa Legambiente fa c’è scritto sui nostri siti, sul nostro mensile, sui nostri documenti congressuali. Le decisioni vengono prese e votate in organismi collettivi democraticamente eletti. Non ci sono cose poco chiare o da nascondere c’è solo uno sforzo collettivo da rispettare. Si guarda dal buco della serratura ma la porta è spalancata! Abbiamo sempre rivendicato la partecipazione e la creazione di sturt up di impresa per dare gambe e vita dal basso alla cosiddetta green economy. Lo abbiamo fatto investendo il lavoro e le intelligenze di alcuni di noi. Lo abbiamo fatto rispettando sempre le regole e la trasparenza in tutti i nostri atti. Ovviamente stiamo verificando possibili denunce per diffamazione a mezzo stampa. Ma soprattutto reagiremo come abbiamo sempre fatto: domani presenteremo il Rapporto Ecomafia denunciando quanto l’ecomafia prospera in un Paese di corrotti. Con buona pace dei giornalisti d’assalto e di quelli che stanno dietro ai loro attacchi velenosi. Stupisce, per un giornale del credito che gode Il Fatto Quotidiano, che il servizio sia infarcito di così tante mezze verità e grandi bugie. Ci chiediamo e chiediamo al giornalista: ha trovato qualcosa di illecito? quali sono le accuse? E’ un vero peccato che una parte del giornalismo italiano si sia innamorata di questa sindrome del sospetto e del gettare fango su chiunque. Anche questo è un effetto del degrado morale di questo Paese, contro cui noi combattiamo con determinazione tutti i giorni in tutte le forme possibili. 

Risponde Luigi Franco

Il nostro articolo non getta fango su nessuno e non attacca chi da anni denuncia e lotta per la legalità di questo Paese, come fanno da tempo le maggior parte degli iscritti e dei volontari di Legambiente. Continueremo a dare notizia del Rapporto Ecomafia e di tutti gli altri interessanti report che l’associazione pubblica. Nel nostro articolo si riportano solo dei fatti: le partecipazioni di Legambiente in alcune srl, cosa che gli esperti intervistati giudicano in possibile contrasto con le indicazioni dell’Agenzia delle entrate sulle onlus e che è a rischio di conflitti di interesse; i legami politici ed economici dei vertici dell’associazione; gli scontri con altre organizzazioni ambientaliste e i dissidi interni alla stessa Legambiente. Prima di pubblicare l’articolo abbiamo chiesto spiegazioni al vice presidente dell’associazione Edoardo Zanchini e abbiamo riportato con ampio spazio le sue argomentazioni, senza però capire quali siano le “tante mezze verità e grandi bugie” di cui sarebbe infarcito l’articolo.

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