La firma del presidente del consiglio Matteo Renzi sulla direttiva che dispone la declassificazione degli atti relativi alle stragi d’Italia ha scatenato vari interventi sui quotidiani di oggi e anche il nostro.

Ci sembra una buona cosa che, finalmente, il famigerato argomento noto come “segreto di Stato” sulle stragi, abbia trovato gli spazi giusti. Nel nostro comunicato si leggeva, tra le altre, la seguente frase :”Ci sono persone che non vogliono parlare”. Il testo alle agenzie era molto più articolato, ovviamente, anche se necessita ancora di qualche chiarimento sul nostro pensiero.

Prima di tutto abbiamo trovato singolare che  il Presidente del Consiglio chiedesse verità sulle stragi degli anni ‘70 e ‘80 scordandosi della strage di via dei Georgofili.

Lo abbiamo ribadito su vari blog e alla fine un’agenzia Ansa ha fatto chiarezza sul nostro pensiero. Ovvero le stragi del ’93, ma anche tutte le altre stragi, non sono classificate fra i segreti di Stato.

Oggi nel merito siamo supportati da voci come quella dell’ex magistrato Felice Casson che sa molto in materia. Ci sono poi documenti occultati, documenti forse conservati per tempi migliori e ci sono persone che non parlano.

Noi da sempre indichiamo che fra i documenti  davvero classificati come “segreto di Stato” (così pochi da essere meno delle dita di una mano) vi sono indagini sulla discarica di Pitelli, salita agli onori della cronaca mondiale per lo scandalo che ha innescato.

Ebbene il caso della Discarica di Pitelli è così cronologicamente vicino alle stragi del 1993, vicino alle indagini della procura di Asti e di quella spezzina del 1996, che varrebbe davvero la pena desecretare quei documenti per capire se le stragi del ‘93 hanno avuto a che fare anche con i rifiuti transitati nella città della Spezia.

Si tratta, ovviamente, soltanto di un nostro pensiero, tuttavia potrebbe essere utile leggere e analizzare, o analizzare nuovamente, tutto ciò che in Italia è avvenuto negli strani anni dal 1985 in avanti, fino al 1994.

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