A Forlì vince contro il vecchio apparato un assessore senza tessera o quasi, a Riccione il sindaco navigato- e indagato- si fa battere dall’ex segretario renziano del partito (36 anni). A giudicare dai risultati delle primarie, è in Romagna che può avanzare la nuova classe dirigente del Pd. A Forlì- città che ha eletto nel febbraio del 2013 un deputato nemmeno 30enne, Marco Di Maio– ha stravinto Davide Drei, assessore uscente che ha conquistato il 65,07% dei voti nei 20 seggi allestiti in città. Drei ha battuto il consigliere regionale Tiziano Alessandrini, un fedelissimo del governatore Vasco Errani che si è fermato ad appena il 31,23%, e il consigliere di circoscrizione Lodovico Zanetti (3,7%).

L’assessore forlivese (49 anni, spostato, due figli) ha la tessera del Pd in tasca soltanto dal 2013 e per una vita ha lavorato non nei partiti ma nel welfare e nella cooperazione, tra associazionismo cattolico e terzo settore in generale. Ora si prepara a raccogliere un’eredità pesante in Emilia-Romagna e non solo: quella del sindaco uscente Roberto Balzani, colui che il 14 dicembre del 2008 superò per appena 46 voti (4.030 contro 3.986) l’allora sindaco uscente Nadia Masini sancendo l’inizio di un nuovo corso. Gli ultimi cinque anni il sindaco-professore Balzani, tra un bando per l’aeroporto in bancarotta e l’altro, li ha trascorsi infatti picconando Errani sui fronti sanità e rifiuti, per i quali ha annunciato la gestione in capo ad una società pubblica in house uscendo dal patto di sindacato di Hera a fine anno. Ma il mandato di Balzani è stato scandito anche da un ritmo diverso sulle società partecipate, nei cui Cda i politici trombati non si sono più visti, sulla gestione dei conti pubblici e su un più stretto dialogo con la società civile in generale: i critici, appunto, gli contestano di aver agito più sul fronte politico che amministrativo, viste anche le diverse incompiute che gravano sulla città. Due giorni prima di Natale la “sorpresa”: non mi candido per il secondo mandato anche perché il governatore mi pugnalerebbe, gelò tutti Balzani con una scelta in realtà prevedibile. Dopo un travaglio nel partito anche drammatico, Drei è stato chiamato come successore e ora si prepara a ricevere a tutti gli effetti il testimone: pur rivendicando un certo merito personale nel successo ai seggi, del resto, già ieri sera allo spoglio dei voti nella sede Pd di via Matteotti l’assessore ammetteva che “senza Balzani non sarei qui” e dunque avanti.

Nelle stesse ore in cui Alessandrini si lamentava di essere stato identificato (anche dallo stesso prof) con il “vecchio”, Balzani rispondeva che la vecchia guardia del Pd a Forlì non esiste più e che il modello di rinnovamento locale potrebbe essere preso ad esempio a Bologna e nella Roma di Matteo Renzi- vicino non da oggi al sindaco forlivese del quale, e non è un particolare da poco, non ha però condiviso la scelta di mollare dopo cinque anni. In attesa di capire se Balzani correrà alle Europee o, si vocifera ancora, come prossimo governatore, ora tocca dunque a Drei. Le prime battute dell’assessore dopo aver vinto le primarie sono state distensive: dialogo coi ‘cespugli’ di sinistra e con i Verdi per capire se si può stare insieme ma anche col centro montiano, prudenza su Hera ma condivisione totale o quasi della strategia Balzani.

Spostandosi sulla costa più a sud, è più che altro il caso di Riccione che sta facendo discutere e tenendo banco nel Pd riminese. Qui a vincere le primarie del Pd è stato Fabio Ubaldi– imprenditore 36enne, sposato, due figli, già segretario della federazione Democratica di Riccione- che in termini di consenso e di numeri ha rimontato e superato l’attuale sindaco Massimo Pironi. Alla fine, Ubaldi ha battuto Pironi per soli 103 voti, uno scarto guarda caso simile a quello forlivese del dicembre 2008. “Quei 100 voti in più li dedico alle nuove generazioni”, ha detto Ubaldi che subito ha ricevuto la telefonata di congratulazioni di un amareggiato Pironi (“Sono orgoglioso dei cinque anni vissuti da sindaco, la vita va avanti”, ha commentato il primo cittadino ex Ds appena dopo lo spoglio). Probabilmente meno rispetto all’esigenza generale di rinnovamento, su Pironi ha pesato comunque la recente notizia di un’inchiesta della procura di Rimini a suo carico. Gli vengono contestati i reati di abuso d’ufficio e abuso edilizio: la vicenda è quella del negozio H&M chiuso dalla Forestale qualche giorno dopo la sua inaugurazione perché avrebbe goduto di una concessione pur non essendo compatibile con gli strumenti urbanistici (i fatti risalgono al giugno del 2012). “Non mi aspettavo un risultato simile. Ora c’è bisogno di tutti, non voglio essere il candidato di una parte del partito”, ha aggiunto Ubaldi dopo la sua prima vittoria.

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